E’ il primo giocatore che ha fatto le valigie. Julio Baptista ieri è andato a Trigoria accompagnato dalla moglie, ha salutato tutti. Era arrivato nell’estate del 2008, accompagnato dal fascino di essersi sfilato la maglia dei Galacticos per venire a Roma. E’ costato dieci milioni di euro. Spalletti ridisegnò la Roma per fargli posto. Lui Totti e Vucinic in alcune partite fecero meraviglie. Grande calcio, grande giocate. Un mix di tecnica, potenza velocità. L’avvio di Julio Baptista fu travolgente, una prima stagione da applausi.
Dopo il primo anno con Spalletti, Julio Baptista ha faticato a trovare spazio. Nella passata stagione poche presenza, qualche gol, tanti spezzoni di partita, magari anche per pochissimi minuti. Adesso va via, lascia la casa all’Eur, Ritenta l’avventura in Spagna, dove ancora ricordano le sue prodezze al Siviglia. Al Malaga si apre un nuovo capitolo del romanzo della Bestia. Con questa intervista Julio Baptista vuole salutare i tifosi giallorossi, che porterà nel suo cuore.
Dopo due anni e mezzo sta per lasciare la Roma. Con quale stato d'animo?
«Da un lato sono un po’ triste, perché nell’ultimo anno per una serie di circostanze negative non sono riuscito a dare il meglio di me. E questo mi dispiace, perché ho sempre cercato di aiutare la squadra».
I tifosi della Roma hanno dimostrato di apprezzarla. Come li saluta?
«Vado via con un ricordo bello di loro, della loro passione e non dimenticherò mai la loro felicità dopo il mio gol al primo derby».
Quel gol che valse la vittoria nel derby, difficile da dimenticare, vero?
«E’ stata una grande emozione, venivamo da un periodo difficile, i risultati non arrivavano. La Lazio come ora era davanti in classifica. Giocammo una grande partita. Segnai di testa, ricordo la curva sud, i tifosi erano impazziti dalla gioia».
Cosa le mancherà di Roma?
«Gli amici che lascio, la bellezza di una città straordinaria, dove ho vissuto felice».
giovedì 30 dicembre 2010
martedì 28 dicembre 2010
«Pizarro resta alla Roma» Adriano torna a fine anno
Giornata intensa sul sito ufficiale giallorosso dove sono apparsi due comunicati importanti, uno riguarda Pizarro e l'altro Adriano. Per quanto riguarda il cileno, la Roma smentisce le indiscrezioni di mercato che lo davano per partente: «In merito a quanto diffuso in data odierna da alcuni organi di informazione relativamente al calciatore David Marcelo Cortez Pizarro, l’As Roma ribadisce, come già in passato, che il centrocampista cileno non è da ritenersi oggetto di eventuali trattative di mercato».
IL BRASILIANO - Nel primo pomeriggio la Roma aveva ufficializzato anche il ritardo di Adriano per la ripresa degli allenamenti a Trigoria: «Il calciatore Leite Ribero Adriano, scusandosi con la Società per il disguido, ha chiesto di posticipare il rientro in Italia – previsto inizialmente per la giornata di domani - in quanto in attesa del visto di espatrio sul passaporto del figlio minorenne, che necessita delle firme congiunte dei genitori. L’arrivo del calciatore è previsto per la giornata del 31 dicembre p.v.».
IL BRASILIANO - Nel primo pomeriggio la Roma aveva ufficializzato anche il ritardo di Adriano per la ripresa degli allenamenti a Trigoria: «Il calciatore Leite Ribero Adriano, scusandosi con la Società per il disguido, ha chiesto di posticipare il rientro in Italia – previsto inizialmente per la giornata di domani - in quanto in attesa del visto di espatrio sul passaporto del figlio minorenne, che necessita delle firme congiunte dei genitori. L’arrivo del calciatore è previsto per la giornata del 31 dicembre p.v.».
domenica 26 dicembre 2010
Menez: "Roma, se Mexes va via la perdita è enorme"
La carica di Jeremy Menez. Il fantasista francese si sente protagonista nella Roma, annuncia a Le Parisien che il suo futuro è in Italia allontanando tutte le voci di mercato anche se si dice preoccupato per la possibile partenza del connazionale Mexes a gennaio.
IL CAMPIONATO - «In questa prima parte di stagione sto giocando tutte le partite e ho dato molti assist. Ora devo puntare a segnare di più. Al mio arrivo a Roma avevo bisogno di sentire la fiducia, oggi la sento e riesco ad esprimermi al meglio».
IL FUTURO - «Un mio ritorno in Francia? Lo vedo difficile, voglio arrivare il più in alto possibile ed ora sto bene a Roma. A giugno avrò un altro anno di contratto, vedremo. Il PSG? E’ il mio club del cuore, ma non è una cosa attuale adesso».
MEXES - «Ho un ottimo rapporto con Philippe, siamo vicini di casa. Lui è uno dei migliori difensori al mondo e da sette anni si è imposto in un calcio così difficile come quello italiano. Se partirà nel mercato invernale per noi sarà una perdita enorme, ma mi sorprenderebbe».
IL CAMPIONATO - «In questa prima parte di stagione sto giocando tutte le partite e ho dato molti assist. Ora devo puntare a segnare di più. Al mio arrivo a Roma avevo bisogno di sentire la fiducia, oggi la sento e riesco ad esprimermi al meglio».
IL FUTURO - «Un mio ritorno in Francia? Lo vedo difficile, voglio arrivare il più in alto possibile ed ora sto bene a Roma. A giugno avrò un altro anno di contratto, vedremo. Il PSG? E’ il mio club del cuore, ma non è una cosa attuale adesso».
MEXES - «Ho un ottimo rapporto con Philippe, siamo vicini di casa. Lui è uno dei migliori difensori al mondo e da sette anni si è imposto in un calcio così difficile come quello italiano. Se partirà nel mercato invernale per noi sarà una perdita enorme, ma mi sorprenderebbe».
venerdì 24 dicembre 2010
Roma, la sfida di Ranieri «Faremo più di 80 punti»
Claudio Ranieri non si è mai nascosto neppure nei momenti bui d’inizio stagione, tipo i soli due punti conquistati nelle prime quattro partite giocate contro Cesena, Cagliari, Bologna e Brescia, figuratevi se si nasconde adesso. Il tecnico romanista lo ha ribadito nel corso di una bella e prolungata intervista rilasciata a Madiaset Premium, andata in onda ieri sera. Un’intervista in cui ha ripercorso l’anno che stiamo per salutare, una stagione in cui il tecnico è stato quello che ha conquistato più punti di tutti, peccato che talvolta i numeri siano opinabili, visto che questo primato non ha garantito nessun successo.
FUTURO - Ha parlato del recente passato, Ranieri, ma si è proiettato anche verso il futuro che verrà. E ha di nuovo sottolineato come il suo ottimismo non sia stato minimamente incrinato da questa prima, faticosa, parte della stagione:«La mia Roma ha tutto per fare meglio del 2010 che pure, a livello numerico, è stato un anno importante. Come ho sempre detto, noi puntiamo a migliorare, a fare dunque un punto in più degli ottanta conquistati nel passato campionato. Siamo stati protagonisti,purtroppo, di una falsa partenza, la colpa è stata un po’ di tutti, ma dopo siamo riusciti a ritirarci su. A Brescia, nonostante la sconfitta, siamo tornati, rimanendo in partita sino all’ultimo minuto di gioco. La vittoria sull’Inter, la gara successiva, un’Inter che certo non era ancora in crisi, ci ha fatto fare il pieno di autostima. Da lì, a parte un paio di partite, la Roma ha fatto quello che deve e può fare. La vera e propria svolta è arrivata in tre partite, tutte vinte: a Basilea, il derby e quella grande rimonta che siamo riusciti a fare nei confronti del Bayern Monaco all’Olimpico. Il nostro mercato è stato ottimo. La società mi ha messo a disposizione una rosa ancoramiglioredellaprecedente».
PASSATO - Nel corso dell’intervista, Ranieri ha rivissuto anche la straordinaria cavalcata dell’ultimo campionato con la Roma capace di essere in corsa per lo scudetto sino all’ultimo minuto dell’ultima gara di campionato. C’è un dato che può e deve sottolineare il grande lavoro svolto dal tecnico romano e romanista: in campionato si è seduto sulla panchina giallorossa in 53 partite ottenendo 109 punti, una media superiore a due ogni novanta minuti. Sono numeri che avrebbero meritato la soddisfazione almeno di alzare un trofeo (la Roma è stata finalista pure dell’ultima coppa Italia), cosa comunque che non può ridimensionare il 2010 della Roma:«Nel passato campionato abbiamo fatto qualche cosa di molto importante. A gennaio con l’arrivo di Toni non siamo più stati completamente Tottidipendenti e abbiamo avuto un punto di riferimento importante dentro l’area, cosa che prima non avevamo. Abbiamo giocato partita dopo partita, ma la vittoria a Torino sul campo della Juventus è stata quella che ci ha dato la consapevolezza di essere una grande squadra. In ogni caso per me battere la Juventus non è stata una rivincita personale. La rimonta sull’Inter è stata fantastica. Avevamo capito che i nerazzurri stavano perdendo colpi e che potevamo provarci a dargli fastidio. Il successo nello scontro diretto all’Olimpico ci ha permesso di regalare una grande gioia ai nostri tifosi. Poi c’è stata pure la grande vittoria nel derby. Io rispetto ad altri, essendo romano, mi sento avvantaggiato nel preparare e vivere le sfide con la Lazio, i ragazzi sono stati bravi a sfruttare questo vantaggio. Lo scudetto non lo abbiamo perso contro la Sampdoria, ma a Napoli e soprattutto con il Livorno, contro i toscani che sono retrocessi abbiamo perso cinque punti. Ricordo ancora con emozione le partite contro Cagliari e Chievo, le ricordo soprattutto per la festa dei nostri tifosi».
FUTURO - Ha parlato del recente passato, Ranieri, ma si è proiettato anche verso il futuro che verrà. E ha di nuovo sottolineato come il suo ottimismo non sia stato minimamente incrinato da questa prima, faticosa, parte della stagione:«La mia Roma ha tutto per fare meglio del 2010 che pure, a livello numerico, è stato un anno importante. Come ho sempre detto, noi puntiamo a migliorare, a fare dunque un punto in più degli ottanta conquistati nel passato campionato. Siamo stati protagonisti,purtroppo, di una falsa partenza, la colpa è stata un po’ di tutti, ma dopo siamo riusciti a ritirarci su. A Brescia, nonostante la sconfitta, siamo tornati, rimanendo in partita sino all’ultimo minuto di gioco. La vittoria sull’Inter, la gara successiva, un’Inter che certo non era ancora in crisi, ci ha fatto fare il pieno di autostima. Da lì, a parte un paio di partite, la Roma ha fatto quello che deve e può fare. La vera e propria svolta è arrivata in tre partite, tutte vinte: a Basilea, il derby e quella grande rimonta che siamo riusciti a fare nei confronti del Bayern Monaco all’Olimpico. Il nostro mercato è stato ottimo. La società mi ha messo a disposizione una rosa ancoramiglioredellaprecedente».
PASSATO - Nel corso dell’intervista, Ranieri ha rivissuto anche la straordinaria cavalcata dell’ultimo campionato con la Roma capace di essere in corsa per lo scudetto sino all’ultimo minuto dell’ultima gara di campionato. C’è un dato che può e deve sottolineare il grande lavoro svolto dal tecnico romano e romanista: in campionato si è seduto sulla panchina giallorossa in 53 partite ottenendo 109 punti, una media superiore a due ogni novanta minuti. Sono numeri che avrebbero meritato la soddisfazione almeno di alzare un trofeo (la Roma è stata finalista pure dell’ultima coppa Italia), cosa comunque che non può ridimensionare il 2010 della Roma:«Nel passato campionato abbiamo fatto qualche cosa di molto importante. A gennaio con l’arrivo di Toni non siamo più stati completamente Tottidipendenti e abbiamo avuto un punto di riferimento importante dentro l’area, cosa che prima non avevamo. Abbiamo giocato partita dopo partita, ma la vittoria a Torino sul campo della Juventus è stata quella che ci ha dato la consapevolezza di essere una grande squadra. In ogni caso per me battere la Juventus non è stata una rivincita personale. La rimonta sull’Inter è stata fantastica. Avevamo capito che i nerazzurri stavano perdendo colpi e che potevamo provarci a dargli fastidio. Il successo nello scontro diretto all’Olimpico ci ha permesso di regalare una grande gioia ai nostri tifosi. Poi c’è stata pure la grande vittoria nel derby. Io rispetto ad altri, essendo romano, mi sento avvantaggiato nel preparare e vivere le sfide con la Lazio, i ragazzi sono stati bravi a sfruttare questo vantaggio. Lo scudetto non lo abbiamo perso contro la Sampdoria, ma a Napoli e soprattutto con il Livorno, contro i toscani che sono retrocessi abbiamo perso cinque punti. Ricordo ancora con emozione le partite contro Cagliari e Chievo, le ricordo soprattutto per la festa dei nostri tifosi».
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giovedì 23 dicembre 2010
´Presto un americano acquisterà la società´
Non bastava l´incertezza sul proprio futuro (nonostante le rassicurazioni di ieri): Adriano, dalla favela di Rio, tra una rassicurazione e l'altra sul prosieguo della sua avventura a Roma, si è lasciato sfuggire una battuta, anche, sul futuro della società giallorossa: ´La comprerà un americano´.
Una battuta che, pronunciata da chi la Roma la vive quotidianamente dall´interno, e soprattutto da chi ha avuto ? per sua stessa ammissione ? un recente e chiarificatore colloquio con Rosella Sensi, non può non assumere valore, se non di prova, quantomeno indiziario. Ieri, nel corso della conferenza nella favela di Vila Cruzeiro, l´Imperatore ha risposto al presidente del Corinthians, che aveva lasciato intendere come l´Imperatore nella capitale stesse ancora aspettando l´intero compenso salariale a lui dovuto (´chiedete ad Adriano quanto ha ricevuto dalla Roma´, aveva detto).
´Quello degli stipendi - spiegava Adriano - non è un grosso problema. E poi penso che la Roma sarà venduta a un americano e le cose miglioreranno. Per me l´importante è pensare di andare lì e avere l´opportunità di giocare´. Per sapere se le cose per lui e per la Roma miglioreranno davvero, basterà attendere almeno fino a fine gennaio. Quando si chiuderà il mercato invernale e, soprattutto, scadrà (a meno di nuove proroghe) il termine per presentare le offerte vincolanti per l´acquisto del club giallorosso.
Una battuta che, pronunciata da chi la Roma la vive quotidianamente dall´interno, e soprattutto da chi ha avuto ? per sua stessa ammissione ? un recente e chiarificatore colloquio con Rosella Sensi, non può non assumere valore, se non di prova, quantomeno indiziario. Ieri, nel corso della conferenza nella favela di Vila Cruzeiro, l´Imperatore ha risposto al presidente del Corinthians, che aveva lasciato intendere come l´Imperatore nella capitale stesse ancora aspettando l´intero compenso salariale a lui dovuto (´chiedete ad Adriano quanto ha ricevuto dalla Roma´, aveva detto).
´Quello degli stipendi - spiegava Adriano - non è un grosso problema. E poi penso che la Roma sarà venduta a un americano e le cose miglioreranno. Per me l´importante è pensare di andare lì e avere l´opportunità di giocare´. Per sapere se le cose per lui e per la Roma miglioreranno davvero, basterà attendere almeno fino a fine gennaio. Quando si chiuderà il mercato invernale e, soprattutto, scadrà (a meno di nuove proroghe) il termine per presentare le offerte vincolanti per l´acquisto del club giallorosso.
la ´Bestia´ ad un passo dall´addio a gennaio. Direzione Spagna
Dopo due stagioni e mezzo nella Roma, in cui ha collezionato 57 presenze e 12 gol in Serie A, ma soprattutto tanti mugugni da parte del pubblico romanista, Julio Baptista sembra essere ormai giunto al capolinea della sua avventura in giallorosso. L'addio era nell'aria già da questa estate, quando la Roma era stata più volte in procinto di cedere il giocatore al Galatasaray e al Panathinaikos, destinazioni però non gradite al brasiliano, che aveva sempre rifiutato in extremis il trasferimento.
Ultimamente la "Bestia" sembra invece aver riconsiderato il proprio futuro. In una intervista rilasciata ieri a Canal Sur il brasiliano ha infatti dichiarato: "C´è stato qualcosa, qualche sondaggio, ma nulla di ufficiale. C´è una proposta dal Brasile e una dall´Inghilterra. Al momento, stiamo studiando la situazione. Ho bisogno di giocare. Quando mi siederò al tavolo con il mio agente sceglieremo l´opzione migliore."
Romanews.eu ha voluto approfondire le parole di Julio Baptista e ha contattato fonti vicine al giocatore, le quali hanno riferito che l'intenzione del brasiliano è quella di lasciare la Capitale. In questo momento non c'è ancora nulla di ufficiale, ma Baptista sta valutando delle proposte provenienti dalla Spagna. In ogni caso è molto probabile che la "Bestia" lascerà la Roma. Dopo le esperienze con la maglia del Siviglia e del Real Madrid, Julio Baptista è ad un passo dal ritorno in terra iberica. Direzione Malaga?
Ultimamente la "Bestia" sembra invece aver riconsiderato il proprio futuro. In una intervista rilasciata ieri a Canal Sur il brasiliano ha infatti dichiarato: "C´è stato qualcosa, qualche sondaggio, ma nulla di ufficiale. C´è una proposta dal Brasile e una dall´Inghilterra. Al momento, stiamo studiando la situazione. Ho bisogno di giocare. Quando mi siederò al tavolo con il mio agente sceglieremo l´opzione migliore."
Romanews.eu ha voluto approfondire le parole di Julio Baptista e ha contattato fonti vicine al giocatore, le quali hanno riferito che l'intenzione del brasiliano è quella di lasciare la Capitale. In questo momento non c'è ancora nulla di ufficiale, ma Baptista sta valutando delle proposte provenienti dalla Spagna. In ogni caso è molto probabile che la "Bestia" lascerà la Roma. Dopo le esperienze con la maglia del Siviglia e del Real Madrid, Julio Baptista è ad un passo dal ritorno in terra iberica. Direzione Malaga?
L'Imperatore è tornato a casa
Adriano, è tornato nella favela di Vila Cruzeiro, a Rio de Janeiro, per la prima volta da quando la comunità dov'è nato ed ha passato la sua infanzia è stata di fatto militarizzata con una serie di retate che hanno ripulito la zona dalle bande di narcotrafficanti. "È un'emozione grandissima tornare nella mia comunità. L'Imperatore, che ha donato cesti con prodotti di ogni tipo agli abitanti di Vila Cruzeiro, ha lanciato un nuovo progetto sociale di sostegno ai bambini poveri attraverso il calcio, chiamato: "Emperadores de la Vila".
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VIDEO: IL GOL PIU BELLO NELLA STORIA DELLA ROMA
---------------------CLICCA SOPRA.................................................. E VEDRAI IL GOL PIU BELLA NELLA STORIA DELLA ROMA
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martedì 21 dicembre 2010
Adriano ha deciso di restare
Trigoria chiusa per ferie, è Natale per tutti, giocatori, allenatore e dirigenti. Giallorossi in giro per il mondo: brasiliani già tornati in patria, alcuni in mete esotiche (Julio Sergio alla Maldive), Riise nella sua Norvegia, ma presto sarà a Dubai, Menez e Mexes in Francia, a casa, De Rossi in una località balneare top secret, Totti più “nostrano” con una puntata sulle Dolomiti con Ilary e bimbi. Ranieri, che trascorrerà qualche giorno nella sua casa londinese, ha dato appuntamento alla squadra per il 27 dicembre (ma i sudamericani potranno tornare il 29). E’ convinto di riabbracciare anche Adriano, che ormai ha deciso con certezza di restare a Roma e preparare un 2011 finalmente da protagonista.
domenica 19 dicembre 2010
Ancelotti: «Io alla Roma? È ancora troppo presto»
MILANO, 17 dicembre - La Roma un giorno l'allenerà, intanto però prova a vincere tutto col Chelsea. E se poi Abramovich dovesse essere scontento a fine stagione, beh, la prospettiva giallorossa lo alletta come sempre. Carlo Ancelotti, intervistato da Sky Sport 24, torna a parlare della Roma e del suo capitano e simbolo, Francesco Totti: «Non sarebbe un problema, non lo sarà mai. Deve solo accettare che non può giocare sempre ma va gestito perché può dare ancora tanto». L'intervista completa, all'interno dello speciale «SIR CHARLES, SOR CARLETTO – LA VERITA’ DI ANCELOTTI» andrà in onda domani sabato 18 dicembre alle ore 19.00, su Sky Sport 1 HD.
Se avessi perso contro il Tottenham saresti stato esonerato?
«No, assolutamente no. Questi sono discorsi che in Italia si è soliti fare, anche qui ci sono stati dei cambi sulle panchine del Newcastle e del Blackburn, ma la mia panchina è ancora stabile».
A fine stagione, invece, cosa succede?
«Succede quello che dicono le carte, cioè che ho un contratto che scade il 30 giugno del 2012, mi trovo molto bene qui e quindi mi piacerebbe continuare l’avventura al Chelsea. Credo che dipenda soprattutto da me. E’ chiaro che se il Chelsea fa una stagione anonima, la società può anche pensare di cambiare l’allenatore, ma il Chelsea farà una stagione da protagonista e sarà competitivo fino alla fine».
Anche nel 2009 avevi detto che saresti rimasto al Milan. E invece era una bugia. Anche stavolta è così?
«No, non sto dicendo una bugia. So benissimo quali sono i rumors che mi vedono su un’altra panchina, in Italia, quella della Roma, ma credo sia un discorso che ho fatto una volta, quando dissi che un giorno mi piacerebbe allenare la Roma. Certamente vale quel discorso, ma credo che adesso sia un po’ troppo presto e mi piacerebbe rimanere in Inghilterra, sulla panchina del Chelsea, ancora per un po’ di tempo».
Totti: c’è chi lo considera un patrimonio dell’Unesco e chi un problema per la Roma. Tu da che parte stai?
«Totti non sarà mai un problema, è un grande giocatore che ha dato tantissimo e che ancora può dare. E’ chiaro che poi ci sono le valutazioni affettive che può fare un tifoso e quelle obiettive e tecniche che deve fare un allenatore. Credo che un giocatore della sua età, con i problemi che ha avuto, debba essere gestito. E quindi credo sia impensabile che Totti debba essere considerato un intoccabile, ma è un giocatore che gestito al meglio, soprattutto dal punto di vista fisico, può rimanere un giocatore molto importante per la Roma. Per Ranieri non è certamente semplice lasciarlo in panchina, ma anche per lo stesso Totti, il fatto di andare in panchina può essere un modo oculato di gestire le sue risorse e le sue qualità. Credo sia importante la comunicazione. I giocatori importanti come Totti fanno fatica a capire che non si possono giocare 70 partite in un anno. Diventa un problema per tutti. Nel momento in cui un giocatore capisce l’utilità anche di una presenza non sempre costante, diventa un problema semplice da risolvere».
Se avessi perso contro il Tottenham saresti stato esonerato?
«No, assolutamente no. Questi sono discorsi che in Italia si è soliti fare, anche qui ci sono stati dei cambi sulle panchine del Newcastle e del Blackburn, ma la mia panchina è ancora stabile».
A fine stagione, invece, cosa succede?
«Succede quello che dicono le carte, cioè che ho un contratto che scade il 30 giugno del 2012, mi trovo molto bene qui e quindi mi piacerebbe continuare l’avventura al Chelsea. Credo che dipenda soprattutto da me. E’ chiaro che se il Chelsea fa una stagione anonima, la società può anche pensare di cambiare l’allenatore, ma il Chelsea farà una stagione da protagonista e sarà competitivo fino alla fine».
Anche nel 2009 avevi detto che saresti rimasto al Milan. E invece era una bugia. Anche stavolta è così?
«No, non sto dicendo una bugia. So benissimo quali sono i rumors che mi vedono su un’altra panchina, in Italia, quella della Roma, ma credo sia un discorso che ho fatto una volta, quando dissi che un giorno mi piacerebbe allenare la Roma. Certamente vale quel discorso, ma credo che adesso sia un po’ troppo presto e mi piacerebbe rimanere in Inghilterra, sulla panchina del Chelsea, ancora per un po’ di tempo».
Totti: c’è chi lo considera un patrimonio dell’Unesco e chi un problema per la Roma. Tu da che parte stai?
«Totti non sarà mai un problema, è un grande giocatore che ha dato tantissimo e che ancora può dare. E’ chiaro che poi ci sono le valutazioni affettive che può fare un tifoso e quelle obiettive e tecniche che deve fare un allenatore. Credo che un giocatore della sua età, con i problemi che ha avuto, debba essere gestito. E quindi credo sia impensabile che Totti debba essere considerato un intoccabile, ma è un giocatore che gestito al meglio, soprattutto dal punto di vista fisico, può rimanere un giocatore molto importante per la Roma. Per Ranieri non è certamente semplice lasciarlo in panchina, ma anche per lo stesso Totti, il fatto di andare in panchina può essere un modo oculato di gestire le sue risorse e le sue qualità. Credo sia importante la comunicazione. I giocatori importanti come Totti fanno fatica a capire che non si possono giocare 70 partite in un anno. Diventa un problema per tutti. Nel momento in cui un giocatore capisce l’utilità anche di una presenza non sempre costante, diventa un problema semplice da risolvere».
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Roma, colpo a San Siro Borriello stende il Milan
MILANO, 18 dicembre - Prova di forza della Roma che va a imporsi sul campo del Milan e riapre il campionato. Finisce, dopo sei vittorie e un pareggio, la striscia positiva della capolista costretta ad inchinarsi ad un gol del grande ex della partita, il centravanti Marco Borriello, che nella ripresa ha infilato Abbiati grazie ad un rimpallo su un rilancio di Abate sottoporta su cross di Menez. Dopo la vittoria col Bari altri tre punti per i giallorossi che salgono a quota 29 punti in classifica, ad un punto dal terzetto Lazio, Napoli e Juve prime inseguitrici dei rossoneri. Ranieri rilancia Adriano, titolare e protagonista di una prova sufficiente, e porta a casa la vittoria con scelte coraggiose come tenere fuori sia Totti che Pizarro dall'inizio. Allegri, oltre alla sconfitta, deve registrare anche l'infortunio a Pirlo alla mezz'ora del primo tempo e il giallo ad Ibrahimovic nel finale, che porterà alla squalifica dello svedese per l'impegno contro il Cagliari nella prima giornata del 2011.
MENEZ: SCUDETTO? LA ROMA C'E' - E' stato l'autore della giocata decisiva per il gol che ha gelato il Meazza. Jeremy Menez ha puntato Antonini, lo ha saltato e dalla destra ha messo al centro il pallone che si è trasformato nella rete decisiva. Un gol che rilancia le ambizioni dei giallorossi, come ammette lo stesso francese a fine partita, intervistato da Sky: «Stiamo facendo vedere che ci siamo ancora, che siamo la Roma, che abbiamo una grande squadra, prima delle vacanze, sono tre punti importanti. Mi sento bene, sento la fiducia di tutti, per me è importantissimo. Speriamo di continuare così, per andare ancora più su, perché possiamo fare tanto. Anche per lo scudetto».
MENEZ: SCUDETTO? LA ROMA C'E' - E' stato l'autore della giocata decisiva per il gol che ha gelato il Meazza. Jeremy Menez ha puntato Antonini, lo ha saltato e dalla destra ha messo al centro il pallone che si è trasformato nella rete decisiva. Un gol che rilancia le ambizioni dei giallorossi, come ammette lo stesso francese a fine partita, intervistato da Sky: «Stiamo facendo vedere che ci siamo ancora, che siamo la Roma, che abbiamo una grande squadra, prima delle vacanze, sono tre punti importanti. Mi sento bene, sento la fiducia di tutti, per me è importantissimo. Speriamo di continuare così, per andare ancora più su, perché possiamo fare tanto. Anche per lo scudetto».
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Ranieri: «Felice per i tifosi e per Adriano, bravo Doni»
ROMA, 18 dicembre - «Abbiamo risentito i nostri tifosi in trasferta e subito sono arrivati i tre punti. La squadra si sente molto meglio con i suoi sostenitori, ed io sono contento per loro, abbiamo regalato una gioia ed ora i nostri tifosi passeranno un bel Natale». L'allenatore della Roma Claudio Ranieri, intervistato da Sky, dedica il successo della sua squadra a Milano, contro i rossoneri, a quei supporter che, nonostante il freddo e le difficoltà di spostamento sono 'calatì su S. Siro, visto che per questa partita non c'erano limitazioni di sorta. Poi un complimento al reparto difensore. «Bene i quattro dietro - dice Ranieri - ma bisogna elogiare anche Doni, che nel primo tempo ha salvato il risultato con quella parata a tu per tu con Ibrahimovic. Ho vista una squadra molto compatta - continua -. Abbiamo saputo soffrire nei momenti difficili e poi venire fuori alla distanza. Creare di più con questo Milan così arrembante, e che merita il primato, non era facile».
ELOGI PER ADRIANO - Il tecnico romanista è soddisfatto anche di Adriano, schierato a sorpresa. «Sono molto contento per Adriano - dice Ranieri - e sono sicuro che nel nuovo anno ci darà ancor più soddisfazioni. Le mie scelte? Sono pagato per farle, ed assumermi le mie responsabilità. Ma se Doni non avesse fatto quella splendida parata su Ibra staremmo a parlare di un'altra cosa». Ora la Roma è a -7 dal Milan, quindi questa vittoria significa tanto? «Sicuramente una vittoria contro la prima della classe vuol dire molto - risponde -: se avessimo perso il contraccolpo psicologico sarebbe stato notevole, aver vinto ci mantiene vivi, anche se consapevoli delle nostre difficoltà. Se sento mia la vittoria? Questo è un gruppo serio che s'incavola quando le cose non vanno come devono andare, il gruppo è compatto. Io stasera devo elogiare i ragazzi. Mi è piaciuto quel nostro saper aspettare - continua l'allenatore della Roma -, senza mai indietreggiare e ribattendo azione su azione. Le mie soddisfazioni sono vedere i miei vincere ed il pubblico contento».
ELOGI PER ADRIANO - Il tecnico romanista è soddisfatto anche di Adriano, schierato a sorpresa. «Sono molto contento per Adriano - dice Ranieri - e sono sicuro che nel nuovo anno ci darà ancor più soddisfazioni. Le mie scelte? Sono pagato per farle, ed assumermi le mie responsabilità. Ma se Doni non avesse fatto quella splendida parata su Ibra staremmo a parlare di un'altra cosa». Ora la Roma è a -7 dal Milan, quindi questa vittoria significa tanto? «Sicuramente una vittoria contro la prima della classe vuol dire molto - risponde -: se avessimo perso il contraccolpo psicologico sarebbe stato notevole, aver vinto ci mantiene vivi, anche se consapevoli delle nostre difficoltà. Se sento mia la vittoria? Questo è un gruppo serio che s'incavola quando le cose non vanno come devono andare, il gruppo è compatto. Io stasera devo elogiare i ragazzi. Mi è piaciuto quel nostro saper aspettare - continua l'allenatore della Roma -, senza mai indietreggiare e ribattendo azione su azione. Le mie soddisfazioni sono vedere i miei vincere ed il pubblico contento».
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sabato 18 dicembre 2010
Le pagelle di Milan-Roma 0-1 di Andrea Pelagatti
Le pagelle di Milan-Roma 0-1 di Andrea Pelagatti
Doni 7- Ipnotizza Ibra ed esce da San Siro imbattuto e a testa altissima.
Burdisso 6.5- Si sacrifica nel ruolo di terzino destro e lo fa bene.
Mexes 7.5- In un periodo d’oro. Una diga.
Juan 7.5- La Roma crea poco ma dietro non si passa.
Riise 6- Tiene bene posizione e non sfigura.
De Rossi 7- Una prestazione all’altezza della sua fama. Si mette in mostra a San Siro. Sfiora un gol da sigla televisiva.
Simplicio 6- Si batte con grinta.
Brighi 6.5- Parte con il freno a mano tirato ma cresce nella ripresa.
Menez 7.5- FenoMenez è in arrestabile. Assist gol per Borriello.
Adriano 6.5- Secondo tempo da incorniciare. Spizza duemila palloni di testa. Una veronica alla Zidane. Bentornato Imperatore.
Borriello 8- Signori miei tocca un pallone ma è una goduria immensa per i tifosi giallorossi e una pugnalata nel cuore dei suoi ex tifosi rossoneri. Decide la partita, l’ennesima in questa stagione. Quello che mancava alla Roma: UN BOMBER DI RAZZA CHE C’E’ SEMPRE DENTRO L’AREA DI RIGORE.
Okaka, Rosi e Taddei sv.
Doni 7- Ipnotizza Ibra ed esce da San Siro imbattuto e a testa altissima.
Burdisso 6.5- Si sacrifica nel ruolo di terzino destro e lo fa bene.
Mexes 7.5- In un periodo d’oro. Una diga.
Juan 7.5- La Roma crea poco ma dietro non si passa.
Riise 6- Tiene bene posizione e non sfigura.
De Rossi 7- Una prestazione all’altezza della sua fama. Si mette in mostra a San Siro. Sfiora un gol da sigla televisiva.
Simplicio 6- Si batte con grinta.
Brighi 6.5- Parte con il freno a mano tirato ma cresce nella ripresa.
Menez 7.5- FenoMenez è in arrestabile. Assist gol per Borriello.
Adriano 6.5- Secondo tempo da incorniciare. Spizza duemila palloni di testa. Una veronica alla Zidane. Bentornato Imperatore.
Borriello 8- Signori miei tocca un pallone ma è una goduria immensa per i tifosi giallorossi e una pugnalata nel cuore dei suoi ex tifosi rossoneri. Decide la partita, l’ennesima in questa stagione. Quello che mancava alla Roma: UN BOMBER DI RAZZA CHE C’E’ SEMPRE DENTRO L’AREA DI RIGORE.
Okaka, Rosi e Taddei sv.
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venerdì 17 dicembre 2010
Ranieri: «Milan, che sfida!» Vucinic ko: non convocato
ROMA, 17 dicembre - Vucinic ha alzato bandiera bianca. Il montenegrino salterà anche l'ultima sfida del 2010, quella molto importante per le ambizioni della Roma in questa stagione, a San Siro contro il Milan. Ranieri non può che prenderne atto. «Ha cercato in tutti i modi di esserci , ma il dolore all'adduttore non gli permette di muoversi, era molto dispiaciuto». Si annuncia un terreno molto pesante a San Siro. «Lo stato del campo è una delle componenti tattiche che un allenatore deve prendere in considerazione, ci sono tante cose di cui bisogna tener conto».
ADRIANO - Allora come a Verona contro il Chievo, potrebbe essere favorito Adriano? «Ho parlato oggi con lui, mi ha detto che si sente bene, è un giocatore recuperato, ha fatto una buona ora contro il Chievo poi ha avuto l'influenza, rientrerà nelle mie decisioni di stasera».
PIZARRO - Il caso Pizarro? Ranieri non sa più come dire che non esiste nessun caso: «Le zone del campo a lui congeniali sono quelle o davanti alla difesa o spostato in avanti, non decentrato. Ho parlato con lui perché gli ho detto che c'è questo caso Pizarro, se voleva dirmi qualcosa in proposito: noi scherziamo, mi ha detto, 'mi faccia rientrare graduatamente perché non sto al cento per cento'». Si profila un'altra panchina per il cileno? «Non lo so, potrebbe anche partire titolare e uscire prima».
IBRAHIMOVIC - Il pericolo numero uno è raprresentato da Ibrahimovic. Ranieri sta pensando a qualche accorgimento particolare, tipo una gabbia per lo svedese? «Ci vorrebbe un gabbione per metterlo dentro, hanno un bel sistema di gioco, dovremmo stare sempre molto molto attenti». Allora come si ferma? «Ibrahimovic non gioca molto al centro, gioca molto sugli esterni, starà più a destra e si alternerà con Robinho a sinistra, perciò saranno più importanti gli esterni dei centrali».
ALLEGRI - Il Milan di Allegri è bello, non fortunato. Ranieri riconosce i meriti all'allenatore: «Credo che non è stato fortunato, gli è stata data un'occasione e la sta sfruttando bene, un Milan diverso da quello che siamo abituati a conoscere e vedere».
SHAKHTAR - Sorteggio forunato per la Roma, che agli ottavi incontrerà lo Shaktar. Ranieri frena gli entusiasmi: «Io non ho una favorita, vorrei stare in forma quando affronto queste competizioni perché sono dentro o fuori, lo Shakhtar era una delle pretendenti di tutti gli addetti ai lavori, io non avevo preferite, voglio star bene in quel momento. Lo Shakhtar è una buona squadra, giocano un buon calcio con buone individualità. Sarà una bella partita, vedendo anche i precedenti siamo in parità. Poi loro ne hanno vinte cinque su sei quest'anno».
DONI - Domani toccherà a Doni anche se Julio Sergio è stato convocato e andrà in panchina. «Lui ha dato tantissimo alla Roma, ha contribuito a portare questa squadra ai primissimi posti, ha giocato con un problema al ginocchio, si è sacrificato per tutti e ha pagato questo. Il portiere paga perché se ha delle incertezze è gol. Il portiere è un ruolo diverso, ci vuole tempo per recuperare da certi infortuni, l'altro giocava bene, gli ha preso il posto ed è giusto dare continuità agli altri». Se domani dovesse fare una buona prestazione, potrebbe tornare titolare? «Intanto domani facciamo sì che faccia una gran partita, poi a pensare si fa sempre in tempo, io non chiudo la porta a nessuno».
ULTIMO TRENO - La sfida contro il Milan non è l'ultimo treno per lo scudetto, almeno secondo Ranieri: «Non è un ultimo treno, ma è una gara importante per noi. Dico sempre che ognuno ha quello che si merita, se stiamo a dieci punti meritiamo questa classifica, non siamo riusciti a ripetere il campionato dell'anno scorso ma sappiamo che dobbiamo lavorare e fare di più, sarà uno stimolo in più per migliorarci nel 2011».
BORRIELLO - Sarà una sfida speciale per Borriello che giocherà con una mascherina protettiva sul volto contro la sua ex squadra. «Ormai abbiamo visto che queste fibre non creano grosse problematiche, certo non è una cosa normale, ci ha giocato De Rossi l'anno scorso, quella di Marco mi sembra ancora più fina, è chiaro che col Milan ci tiene a fare bella figura».
GIOCO - Il gioco della Roma non convince? Ranieri non è d'accordo: «Alcune partite disputate l'anno scorso sono state meravigliose sennò non avremmo riempito lo stadio, quest'anno abbiamo fatto ottime partite, contro Inter Juve e Bayern per esempio, quando non giochiamo bene sono il primo a dirlo, sono talmente onesto che lo dico. Come giocheremo col Milan? Con il 4-4-2 o in linea o col rombo». Il problema degli alti e bassi è nelle lavorazioni: «Credo che stiamo lavorando bene, come l'anno scorso, ci sono alti e bassi dovuti anche alle motivazioni dei singoli, quando siamo in tanti, siamo 29, non è facile trovare motivazioni, io metto in campo chi è più motivato, se abbiamo alti e bassi è colpa nostra».
OTTIMISMO - Ranieri però non la vede così negativa: «La qualità del gioco della Roma credo sia così brutta come la volete dipingere voi non avendo a disposizione giocatori sugli esterni, la cosa più logica era adottare un sistema di gioco diverso da quello a cui erano abituati i ragazzi, ma ci vuole tempo. Totti? Ha sempre giocato da finto centravanti non c'era più Perrotta che si inseriva ma Borriello che occupava l'area di rigore». Menez rende meglio spostato sulla destra? «È quello che faccio, quando lo metto sull'esterno destro parte della critica mi dice: ma non è un trequartista? Io dico si? Poi quando mi dite: non è meglio metterlo sulla destra? Io dico sì. E così facciamo».
CALO - Il calo rispetto all'anno scorso può essere fisiologico: «Non è la prima volta che succede a Roma, anche con Spalletti, se voi andate a vedere la storia vedrete che dopo aver fatto un ottimo campionato l'anno dopo è stato di livello più basso. L'anno dopo ancora sono partiti male e Spalletti ha dato le dimissioni. Anche quest'anno potrebbe essere motivazionale. Dopo aver raggiunto un secondo posto, traguardo alto, può essere che inconsciamente ci sia un calo delle motivazioni».
SOLUZIONE - Come si risolve? «O cambiando l'allenatore o continuando a insistere e lavorare come stiamo facendo noi. Io sono caricato sempre al massimo perché voglio il massimo da me stesso e da tutti».
ADRIANO - Allora come a Verona contro il Chievo, potrebbe essere favorito Adriano? «Ho parlato oggi con lui, mi ha detto che si sente bene, è un giocatore recuperato, ha fatto una buona ora contro il Chievo poi ha avuto l'influenza, rientrerà nelle mie decisioni di stasera».
PIZARRO - Il caso Pizarro? Ranieri non sa più come dire che non esiste nessun caso: «Le zone del campo a lui congeniali sono quelle o davanti alla difesa o spostato in avanti, non decentrato. Ho parlato con lui perché gli ho detto che c'è questo caso Pizarro, se voleva dirmi qualcosa in proposito: noi scherziamo, mi ha detto, 'mi faccia rientrare graduatamente perché non sto al cento per cento'». Si profila un'altra panchina per il cileno? «Non lo so, potrebbe anche partire titolare e uscire prima».
IBRAHIMOVIC - Il pericolo numero uno è raprresentato da Ibrahimovic. Ranieri sta pensando a qualche accorgimento particolare, tipo una gabbia per lo svedese? «Ci vorrebbe un gabbione per metterlo dentro, hanno un bel sistema di gioco, dovremmo stare sempre molto molto attenti». Allora come si ferma? «Ibrahimovic non gioca molto al centro, gioca molto sugli esterni, starà più a destra e si alternerà con Robinho a sinistra, perciò saranno più importanti gli esterni dei centrali».
ALLEGRI - Il Milan di Allegri è bello, non fortunato. Ranieri riconosce i meriti all'allenatore: «Credo che non è stato fortunato, gli è stata data un'occasione e la sta sfruttando bene, un Milan diverso da quello che siamo abituati a conoscere e vedere».
SHAKHTAR - Sorteggio forunato per la Roma, che agli ottavi incontrerà lo Shaktar. Ranieri frena gli entusiasmi: «Io non ho una favorita, vorrei stare in forma quando affronto queste competizioni perché sono dentro o fuori, lo Shakhtar era una delle pretendenti di tutti gli addetti ai lavori, io non avevo preferite, voglio star bene in quel momento. Lo Shakhtar è una buona squadra, giocano un buon calcio con buone individualità. Sarà una bella partita, vedendo anche i precedenti siamo in parità. Poi loro ne hanno vinte cinque su sei quest'anno».
DONI - Domani toccherà a Doni anche se Julio Sergio è stato convocato e andrà in panchina. «Lui ha dato tantissimo alla Roma, ha contribuito a portare questa squadra ai primissimi posti, ha giocato con un problema al ginocchio, si è sacrificato per tutti e ha pagato questo. Il portiere paga perché se ha delle incertezze è gol. Il portiere è un ruolo diverso, ci vuole tempo per recuperare da certi infortuni, l'altro giocava bene, gli ha preso il posto ed è giusto dare continuità agli altri». Se domani dovesse fare una buona prestazione, potrebbe tornare titolare? «Intanto domani facciamo sì che faccia una gran partita, poi a pensare si fa sempre in tempo, io non chiudo la porta a nessuno».
ULTIMO TRENO - La sfida contro il Milan non è l'ultimo treno per lo scudetto, almeno secondo Ranieri: «Non è un ultimo treno, ma è una gara importante per noi. Dico sempre che ognuno ha quello che si merita, se stiamo a dieci punti meritiamo questa classifica, non siamo riusciti a ripetere il campionato dell'anno scorso ma sappiamo che dobbiamo lavorare e fare di più, sarà uno stimolo in più per migliorarci nel 2011».
BORRIELLO - Sarà una sfida speciale per Borriello che giocherà con una mascherina protettiva sul volto contro la sua ex squadra. «Ormai abbiamo visto che queste fibre non creano grosse problematiche, certo non è una cosa normale, ci ha giocato De Rossi l'anno scorso, quella di Marco mi sembra ancora più fina, è chiaro che col Milan ci tiene a fare bella figura».
GIOCO - Il gioco della Roma non convince? Ranieri non è d'accordo: «Alcune partite disputate l'anno scorso sono state meravigliose sennò non avremmo riempito lo stadio, quest'anno abbiamo fatto ottime partite, contro Inter Juve e Bayern per esempio, quando non giochiamo bene sono il primo a dirlo, sono talmente onesto che lo dico. Come giocheremo col Milan? Con il 4-4-2 o in linea o col rombo». Il problema degli alti e bassi è nelle lavorazioni: «Credo che stiamo lavorando bene, come l'anno scorso, ci sono alti e bassi dovuti anche alle motivazioni dei singoli, quando siamo in tanti, siamo 29, non è facile trovare motivazioni, io metto in campo chi è più motivato, se abbiamo alti e bassi è colpa nostra».
OTTIMISMO - Ranieri però non la vede così negativa: «La qualità del gioco della Roma credo sia così brutta come la volete dipingere voi non avendo a disposizione giocatori sugli esterni, la cosa più logica era adottare un sistema di gioco diverso da quello a cui erano abituati i ragazzi, ma ci vuole tempo. Totti? Ha sempre giocato da finto centravanti non c'era più Perrotta che si inseriva ma Borriello che occupava l'area di rigore». Menez rende meglio spostato sulla destra? «È quello che faccio, quando lo metto sull'esterno destro parte della critica mi dice: ma non è un trequartista? Io dico si? Poi quando mi dite: non è meglio metterlo sulla destra? Io dico sì. E così facciamo».
CALO - Il calo rispetto all'anno scorso può essere fisiologico: «Non è la prima volta che succede a Roma, anche con Spalletti, se voi andate a vedere la storia vedrete che dopo aver fatto un ottimo campionato l'anno dopo è stato di livello più basso. L'anno dopo ancora sono partiti male e Spalletti ha dato le dimissioni. Anche quest'anno potrebbe essere motivazionale. Dopo aver raggiunto un secondo posto, traguardo alto, può essere che inconsciamente ci sia un calo delle motivazioni».
SOLUZIONE - Come si risolve? «O cambiando l'allenatore o continuando a insistere e lavorare come stiamo facendo noi. Io sono caricato sempre al massimo perché voglio il massimo da me stesso e da tutti».

