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venerdì 10 dicembre 2010

In Spagna: «Per il Malaga obiettivo Julio Baptista»

MADRID, 9 dicembre - Malaga scatenato sul mercato. Dopo aver definito l'ingaggio di Vincenzo Maresca, svincolato dall'Olympiakos, il club di Manuel Pellegrini ha individuato altri due rinforzi per gennaio. Secondo i media spagnoli si tratta del centrocampista offensivo della Roma, Julio Baptista, e dell portiere dell'Arsenal, Manuel Almunia.

BAPTISTA - Per Baptista la trattativa sembrerebbe in fase avanzata. Il ds del Malaga, Antonio Fernandez, ha intesificato i contatti per il brasiliano che viene utilizzato con il contagocce da Ranieri e che avrebbe fatto sapere di gradire il possibile ritorno nel calcio spagnolo. Da superare l'ostacolo dell'ingaggio, dato che Baptista guadagna circa tre milioni di euro a stagione.

ALMUNIA - Il Malaga spera poi di arrivare ad Almunia, anche lui scarsamente utilizzato all'Arsenal e legato ai londinesi fino al 2012. Il portiere, secondo Pellegrini, servirà a far crescere il titolare Ruben.

giovedì 9 dicembre 2010

Totti: Litigio con Burdisso? Succede, è tutto chiarito

BUCAREST (ROMANIA), 8 dicembre - Francesco Totti si gode il passsaggio del turno della sua Roma ma il capitano deve subito spiegare un piccolo battibecco avvenuto subito dopo il pareggio con il Cluj, quello con Burdisso: «È stato solamente un piccolo screzio, in campo purtroppo può capitare. Non volevamo pareggiare, questo mi pare ovvio. Abbiamo preso il gol nel finale e ci siamo arrabbiati molto. Burdisso non si è arrabbiato solo con me ma con tutta la squadra. In campo succede, poi nello spogliatoio passa tutto.

IL CALO DELLA ROMA - La Roma però, nonostante il passaggio del turno è sembrata ancora una volta in calo nel finale di partita. Il n° 10 giallorosso dà la sua chiave di lettura: «Fortunatamente riusciamo sempre a reagire, ora dobbiamo cercare di ripartire e rialzarci. Questa Roma può essere la mina vagante della Champions perché la nostra esperienza è certamente un valore aggiunto molto importante. È chiaro che affronteremo squadre di primo livello e sappiamo che può succedere di tutto. Affronteremo queste sfide a viso aperto e poi ce la giocheremo sul campo».

LA STAGIONE DI TOTTI - Totti dice la sua anche sulla stagione in corso, da un punto di vista personale: «Soddisfatto di questa mia stagione? Sì, anche se posso fare meglio. Ho altri sei mesi a disposizione in cui cercherò di dare il massimo, come ho sempre fatto. Quanto mi manca il gol? Ora non gioco come lo scorso anno, gioco dietro a Borriello, un po’ più distante dalla porta. I presunti litigi con Borriello a Palermo? Siamo amici come prima, usciamo anche fuori dal campo assieme, sono invenzioni che fanno i giornalisti».

SUI PALLONI E BORRIELLO - Dallo studio di Sky sono arrivate anche critiche sui calci di punizione che ultimamente Totti non sta tirando al 100%: «Come mai non inquadro la porta sulle punizioni? Hanno cambiato i palloni - dice Totti sorridendo -. Se ci possiamo scambiare di ruolo io e Borriello? Sì, ma sono tre mesi che giochiamo assieme. La realtà è che dobbiamo capire i nostri movimenti, quando avverrà questo tutto andrà per il meglio. Ogni anno che arriva una punta e dicono che non posso coesisterci, dicono sempre che non la voglio o non posso giocarci insieme».

SUL CAMBIO DI PROPRIETÀ - Infine il capitano si riserva una battuta sulla cessione societaria: «Quanto è importante la definizione della posizione societaria? Sincramente, non ci pensiamo, pensiamo al campo e basta, il resto non ci deve toccare, però è normale che speriamo che venga uno con tanti soldi. Se la compro io? Sì, al massimo una grattachecca».

BORRIELLO: «NOI PIÙ SQUADRA» -  «Peccato per questo gol alla fine: dobbiamo migliorare ed essere più squadra». Subito dopo il fischio finale di Cluj-Roma, che con l'1-1 conclusivo ha dato la qualificazione alla squadra di Ranieri, Marco Borriello (intervistato da RaiSport) sottolinea anche le cose che non vanno, in particolare il rilassamento finale che è costato il gol di Traorè a due minuti dalla fine. «Non so se la nostra fosse stanchezza fisica - dice ancora Borriello - ma sicuramente c'è qualcosa da migliorare. Comunque l'importante era passare il turno. Il mio gol non è servito per vincere, ma almeno ha portato la qualificazione».

DAMIANO, SECONDO DI RANIERI -  «La Roma si fa recuperare spesso. Va un po' al rovescio rispetto all'anno scorso, forse ci vuole un pò più di attenzione e concentrazione». Claudio Ranieri ha perso la voce urlando (specie nel finale di partita) nell'umida notte di Cluj, così davanti ai microfoni di Sky, per commentare a caldo la partita, va il "secondo" del tecnico romanista, Christian Damiano: «A fine gara tra di noi c'è stata un po' di tensione? - dice ancora Damiano - l'importante è essere qualificati. Era un pareggio importante e l'abbiamo ottenuto. La nostra reazione a Basilea è stata ottima e poi con il Bayern. Oggi era essenziale ottenere questo risultato».

mercoledì 8 dicembre 2010

Cluj-Roma 1-1, voti: Borriello decimo centro in giallorosso

Lobont 6.5- Viene schierato titolare a sorpresa e non delude. Miracolo su De Zerbi.
Mexes 7- Il migliore in campo insieme a Borriello e Simplicio.
Burdisso 5.5- Non convince. Traore gli scappa troppe volte.
Castellini 6- Partita più che sufficiente.
Cassetti 5.5- Soffre Culio e Traore.
Cicinho 5- Entra nel finale di partita e non riesce a fermare Traore in occasione del gol.
Greco 6.5- Entra molto bene in partita. Serve a Borriello la palla del potenziale 2-0.
De Rossi 6- Leggermente meglio rispetto le precedenti apparizioni.

Simplicio 7- Suo l’assist per il gol di Borriello. Quando prende il posto di Menez la squadra gioca meglio.

Brighi 6- Si batte con grinta.

Totti 6- Alterna cose buone a cose meno buone. Da trovare l’intesa con Borriello. Sbaglia una facile occasione da gol.

Menez 5.5- Partita non all’altezza della sua fama.

Borriello 7- E’ il più in forma della squadra. Decima rete con la Roma.

Borsa: balzo Roma

ROMA, 7 dicembre - Buona giornata per le principale Borse europee che archiviano la migliora seduta degli ultimi due anni. Con Parigi particolarmente brillante: +1,63%. Seduta in rialzo per Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che chiude a +0,91% a 20.112 punti e il Ftse All Share a +0,84% a 20.817 punti. Oltre l’Atlantico, contrastata Wall Street: Dow Jones -0,03% a 11.359,54 punti, Nasdaq +0,14% a 2.589,49 punti.

TITOLI CALCISTICI - In forte rialzo le azioni As Roma (+7,28%) che fissano il prezzo di riferimento a 1,12 euro. Passati di mano 779.843 pezzi per un controvalore di 845.756,11 euro. In ribasso le azioni Lazio (-2,88%) a 0,876 euro. Scambiati 1.158.656 pezzi per un controvalore di 1.014.526,11 euro. Poco sopra la parità le azioni Juventus (+0,06%) a 0,915 euro.

martedì 7 dicembre 2010

La vigilia di Totti: «Roma, ora vola in Champions»

ROMA, 7 dicembre - Le ultime due giornate di campionato ci avevano offerto due grandi opportunità per poter arrivare alle posizioni di vertice, ma per motivi diversi siamo riusciti a por­tar via solo un punto dalle due trasferte. Contro il Palermo non abbiamo giocato al­l’altezza delle nostre possibilità, mentre quella col Chievo è stata una partita strana.

Le ultime due giornate di campio­nato ci avevano offerto due grandi opportunità per poter arri­vare alle posizione di vertice della classifica, ma per motivi diversi siamo riusciti a portar via solo un punto dalle due trasferte. Contro il Palermo non abbiamo giocato una gara all’altezza delle nostre possi­bilità, abbiamo affrontato una squadra ben organizzata che ci ha puniti nel secondo tempo, mentre quella con il Chievo è stata una partita strana, soprattutto per le condizioni del terreno di gioco, che ci ha penalizzato perchè in questi casi la squadra più tecnica è quel­la che subìsce più danni. Un cam­po totalmente impraticabile, sul quale si sono disputate nell’arco di dieci giorni una partita di rugby e tre di calcio. Un campo pieno di in­sidie, che rappresentava un peri­colo per i giocatori in campo. Ci siamo trovati in vantaggio di due gol, ma non siamo riusciti a gesti­re questo vantaggio nella ripresa. Un’eventuale vittoria avrebbe per­messo di fare un bel salto in avan­ti in classifica. Certo, diventa diffi­cile da spiegare come sul 2-0 si può essere rimontati ma le motivazioni possono essere tante. Il pareggio è arrivato a causa di episodi negati­vi e soprattutto per le condiziini del campo, che ci ha impedito di gestire la partita con il possesso palla durante il secondo tempo.

Oggi ci attende una trasferta in­sidiosa in Romania, dove si decide la qualificazione agli ottavi di fina­le di Champions. Superare il turno significherebbe centrare un obiet­tivo prefissato all’inizio della sta­gione e poi potremmo concentrar­ci fino a febbraio solo sulle prossi­me giornate di campionato.

lunedì 6 dicembre 2010

Roma: Ranieri lavora tra i mugugni

ROMA, 6 dicembre - L’altalena di risultati non facili­ta il duro lavoro di Ranieri nel gestire una rosa folta e altamente competitiva. Troppi i mugugni e i musi lunghi, causa­ti dalle scelte dell’allenatore. Ranieri cerca di accontentare tutti, ma l’effetto non è quello sperato. La decisione di mandare in campo a Verona una forma­zione rivoluzionata ha sorpreso un po’ tutti. I giocatori sono stati informati a mezzogiorno. Totti non si aspettava di re­stare fuori e soprattutto non si aspettava di restare in panchina per tutta la parti­ta. Era già accaduto meno di due setti­mane fa, contro il Bayern, quando entrò solo negli ul­timi minuti e fu decisivo.

PIZARRO FREME­ - Tra i più scontenti in questo periodo c’è David Pizarro. Consi­derato insostituibile fino a un mese e mezzo fa, un in­fortunio lo ha messo fuori gioco nel momento miglio­re della Roma. In questa fase Ranieri ha provato De Rossi davanti alla difesa e i risultati gli hanno dato ra­gione. Pizarro è rientrato a Palermo, forse ancora a corto di preparazione ed è stata la sua peggior presta­zione. Ieri è finito di nuovo in panchina e non gli ha fatto piacere. Il ruolo di leader e di fulcro del gioco che si era conquista­to il cileno sembra essere venuto meno. Solitamente Pizarro risente più degli al­tri l’esclusione della lista dei titolari e in questo periodo il suo morale non è a mil­le. Anche Borriello è stato colto di sor­presa nell’apprendere di dover andare in panchina a Verona ma non ha lasciato trasparire la sua delusione. Non l’ha pre­sa bene neanche Menez, rimproverato duramente da Ranieri dopo la prestazio­ne di Palermo.

I BRASILIANI - La lunga schiera di sconten­ti comprende anche i brasiliani. Adriano fino a sabato sera stava pensando di an­dare via a gennaio e probabilmente lo pensa ancora. Contro l’Inter a settembre si era rifiutato di entrare negli ultimi mi­nuti. Ranieri contro il Chievo ha voluto dargli una chance. Un’iniezione di fidu­cia per aiutare un giocatore in difficoltà. Oltre ad Adriano c’è Julio Baptista. Per Verona non è stato neppure convocato. Con stupore ha visto la partita da casa, davanti alla tv. Anche lui riprende in considerazione un trasferimento a gen­naio. Doni è il caso più singolare. Dalla passata stagione è retrocesso da primo a terzo portiere. Dopo un periodo di rap­porti difficili si è rimesso a disposizione dello staff tecnico da professionista. Me­xes prepara il divorzio dal­la Roma dopo sette anni. Non ha preso in considera­zione le offerte per prolun­gare il contratto e se ne an­drà a parametro zero. E’ stato un grave errore della società arrivare a questo punto, ma la scelta espri­me il disagio del francese, che alla Roma e a Roma si sente sinceramente legato.

VUCINIC E I GIOVANI - Un di­scorso a parte merita Vuci­nic. Il montenegrino è lon­tano dal giocatore che lo scorso anno ha trascinato la Roma nella rincorsa al­l’Inter. Oggi non si sente sicuro del posto ed entrare ed uscire di squadra in un cer­to senso lo logora. Una nuova esclusione a Cluj, che appare probabile, lo fa senti­re riserva. Per non parlare dei giovani. Anche Rosi e Okaka, dopo essere stati presi in considerazione all’inizio della stagione, oggi faticano a trovare spazio anche solo in panchina. I giocatori della Roma sono unanima­mente convinti di far parte della squadra più forte. E restare lontani dal vertice della classifica non aiuta a ritrovare il sorriso. E’ arduo il compito di Ranieri, che già dall’estate aveva chiesto ai gioca­tori di non creare problemi per eventua­li esclusioni. I malumori restano soffoca­ti, ma non aiutano la Roma a decollare.

sabato 4 dicembre 2010

Chievo-Roma 2-2: le pagelle di Andrea Pelagatti

Chievo-Roma 2-2, i voti: Da Leoni a Coglioni, Di Andrea Pelagatti.
Vittoria per 2-0 su un campo impraticabile. Una grande squadra, dei veri leoni. Peccato che le partite non durano 45 minuti… Secondo tempo inguardabile, nulli senza carattere e senza idee. Risultato? 2-2. Probabilmente addio allo scudetto.
Julio Sergio  5- Prima prestazione negativa da quando veste la maglia della Roma.
Mexes 7- Il migliore in campo insieme a Simplicio. La Roma prende due gol ma lui giganteggia e non ha responsabilità.
Cassetti 6.5- Spinge bene sulla fascia. E’ in forma ottimo assist per il secondo gol di Simplicio.
Burdisso 5.5- Buon primo tempo, seconda frazione da gioco da dimenticare.
Castellini 5.5- Nel primo tempo se la cava, nella ripresa naufraga insieme al resto della squadra.
De Rossi 6- Gioca meglio del solito ma l’espulsione nel finale di partita penalizza lui e la squadra che a momenti perdeva 3-2. Un capitano deve mantenere il sangue freddo.
Simplicio 8- Congratulazioni Arnold. Recupera molti palloni e segna da bomber consumato la terza doppietta da quando è in Italia.
Brighi 5.5- Così e così nel primo tempo. Inesistente nella ripresa.
Greco 6- Si batte bene.
Adriano 6.5- Una bella sorpresa in questa serata da dimenticare. Entra in entrambi i gol: nel primo fa velo per Simplicio, nel secondo serve la palla a Cassetti che poi la fornirà a Simplicio. Promosso.
Vucinic 4.5- Spettatore non pagante e purtroppo non è la prima volta.
Taddei 5- Non aiuta la squadra. Avrebbe dovuto farlo è entrato per questo.
Borriello sv- Non ha modo di mettersi in evidenza
Menez sv- Stesso giudizio di Borriello

Lazio, De Martino: "Totti stai zitto"

Lazio-Inter-Roma. Il trio formato da queste realtà calcistiche ha regalato e regala grandi sfide e grandi emozioni. Ma non solo. Gli sfottò, e anche qualcosa di più, colorano ogni volta i match che le vedono affrontarsi.
Dall' "Oh nooo" dello scorso anno, figlio di una saldatura ancora più forte tra tifo biancoceleste e tifo interista, alla serata di ieri che ha visto la Lazio prevalere sui nerazzurri. Un video apparso sul web infatti, mostra l'esultanza finale di un dirigente biancoceleste, De Martino, responsabile della comunicazione per la società di Lotito, che alle telecamera sfoga la sua "gioia". Il labiale non chiarisce del tutto i dubbi, ma sembrerebbe mostrare la frase: "Totti, Totti, stai zitto".
Il web "pallonaro" è in fermento dopo la messa in circolazione di questo breve estratto video. La domanda che in molti si pongono: è un autentico o una bufala? Ai lettori e ai naviganti l'ardua sentenza...

venerdì 3 dicembre 2010

Roma, Juan non parte Salta la sfida col Chievo

ROMA, 3 dicembre - Juan non è partito con la squadra, è rimasto a Roma per problemi familiari. La squadra giallorossa nel tardo pomeriggio si è imbarcata, all'aeroporto di Fiumicino, sul volo per Verona dove domani giocherà contro il Chievo e il brasiliano è sceso prima del decollo proprio per tornare a casa. Non sarà quindi a disposizione per la trasferta di domani.

Ronaldo parla di Adriano: «Alla Roma è infelice»

SAN PAOLO, 3 dicembre - «È vero, ho parlato con Adriano e mi ha detto che a Roma non è felice. Lui vorrebbe giocare, ma non gliene viene data la possibilità. È una situazione complicata, e lui deve risolverla: se ci riuscisse, poi il suo arrivo nel Corinthians sarebbe un grande colpo. Ho percepito in lui un certo desiderio di giocare qui». Nel corso della sua conferenza stampa Ronaldo ha parlato anche dell'amico e collega con cui ha ammesso di sentirsi «ogni settimana, per telefono o via internet».

RONALDO: «NEL CALCIO DIPENDE DALLA VOLONTA' DEL CALCIATORE» - Secondo il Fenomeno, contratti o meno, la volontà del calciatore per un eventuale trasferimento alla fine si rivela sempre fondamentale: «Le cose sono semplici, tutto dipende dalla volontà del calciatore - ha spiegato Ronaldo -. Per esperienza personale, visto che ho cambiato squadra alcune volte, dico che quando mi sono trasferito è stato sempre perchè l'ho fortemente voluto, ho anche litigato per questo. A volte ci ho rimesso dal punto di vista finanziario o sportivo, però nessuno è riuscito a trattenermi». «Nel calcio dipende sempre dalla volontà del giocatore - ha ribadito l'ex di Barcellona, Inter e Real Madrid -, quindi se Adriano vuole giocare nel Corinthians, noi vogliamo che lui venga. Del resto qualsiasi club sarebbe interessato ad uno come lui. Comunque io gli ho solo chiesto se gli interessava venire qui».

PRESIDENTE CORINTHIANS: «ADRIANO? NESSUNA TRATTATIVA» - Sull'argomento Adriano, dopo che gli erano state riferite le parole del Fenomeno, ha parlato anche il presidente del Corinthians Andrè Sanches, capo-delegazione del Brasile al Mondiale sudafricano. «Ufficialmente il nostro club non ha trattato Adriano - ha detto Sanches -. Il suo procuratore Gilmar Rinaldi è stato qui per mezz'ora ma non abbiamo parlato di questo: è una storia che riguarda Ronaldo e lo stesso Adriano. Se Ronaldo garantisce lui per lo stipendio dell'altro, allora Adriano può arrivare. Ma se mi dite che lo devo prendere nonostante la Roma, ciò è impossibile: prima lui deve trovare il modo di liberarsi». Tornando a Ronaldo, nel corso della conferenza stampa ha confermato che giocherà per un anno ancora, poi a fine 2011 si ritirerà dall'attività agonistica. «Vincere il titolo sarebbe meraviglioso, ma comunque vada è stata un'annata positiva - ha detto -. Le altre squadre di San Paolo hanno fatto la metà di noi. Spero che l'anno prossimo gli infortuni mi lascino in pace, in modo che io possa giocare divertendomi la mia ultima stagione, magari vincendo ancora qualcosa».

giovedì 2 dicembre 2010

Video Let's Dance, Borriello-Okaka-Sergio-Rosi: vittoria della Roma

http://www.video.mediaset.it/video/lets_dance/clip/195845/balla-con-la-roma.html#tc-s1-c1-o2-p1

Chievo-Roma: torna Mirko Vucinic

ROMA, 2 dicembre - Irrompe Mirko Vucinic. Il montenegrino è pronto per tornare titolare. Ha superato la leggera di­storsione alla caviglia che lo aveva escluso in extremis dalla trasferta di Palermo e sabato contro il Chie­vo tornerà titolare. Vucinic era ri­masto in panchina contro l’Udine­se e prima ancora contro la Fioren­tina. Delle ultime quattro partite di campionato ha giocato solo quel­la contro la Juventus. Solo sei gare da titolare in serie A, con tre gol all’attivo. Realizzati tutti all’Olim­pico: con Inter, Lecce e, su rigore, nel derby (esterno) con la Lazio. L’attac­cante ha voglia di rientrare. La sua ul­tima apparizione contro il Bayern Monaco. Ha dato il suo contributo al successo con il pas­saggio per Riise, in occasione del secon­do gol, ma non è sta­ta una serata esal­tante dal punto di vi­sta personale. Que­st’anno non è ancora riuscito ad avere un rendimento costan­te. Ha bisogno di giocare con più continuità.

TURN OVER - Vucinic si riprende un posto in attacco e Ranieri anche questa volta dovrò fare equilibri­smi di turn over. Uno tra Menez, Totti e Borriello resterà fuori e a Verona potrebbe toccare al fran­cese, rimproverato dall’allenatore per la prestazione troppo indivi­dualista di Palermo. Se resta fuori Menez, anche in vista della tra­sferta di Cluj di mercoledì prossi­mo, Ranieri potrebbe rivedere lo schieramento della Roma. E torna­re a un 4-4-2 in linea, con Taddei e Vucinic larghi a centrocampo eTotti e Borriello in attacco. Un as­setto che il tecnico aveva messo da parte a causa dell’infortunio del brasiliano, assente dal 24 ottobre, quando si arrese durante il riscal­damento di Parma- Roma. Taddei da qualche giorno si allena a pieno ritmo con i compagni. La scelta del turn over non è facile neanche questa volta e Ranieri deve scio­gliere ancora gli ultimi dubbi. Sembra più difficile tenere fuori Totti, che è andato in panchina contro il Bayern Monaco e Borriel­lo, che è il miglior realizzatore con nove gol all’attivo.

NERVOSISMO - L’ex milanista è andato in panchina l’ultima volta contro la Ju­ventus. Il centra­vanti era molto ner­voso a Palermo, è riuscito ad avere po­chi palloni giocabili e ha avuto qualche divergenza di vedu­te con i suoi compa­gni. Poi si era parla­to di un acceso con­fronto con De Rossi, che sarebbe avve­nuto martedì. Epi­sodio smentito a tut­ti i livelli a Trigoria, a cominciare dal coordinatore ge­nerale Gianpaolo Montali, che martedì sera aveva chiamato la tv che aveva lanciato per prima la no­tizia. «Smentisco che si siano veri­ficati episodi di nervosismo tra giocatori. È una mancanza di ri­spetto nei confronti della società e dei giocatori stessi». Lo stesso è in­tenzionato a fare Borriello, impe­gnato oggi in un evento per benefi­cenza. Il centravanti assicura di non aver incrociato De Rossi mer­coledì mattina a Trigoria. Di certo la sconfitta contro il Palermo ha portato un po' di tensione, la socie­tà dovrebbe essere vigile.

mercoledì 1 dicembre 2010

Rissa sfiorata tra Borriello e De Rossi

(Repubblica.it - M.Pinci) ROMA - Chissà come ricorderà, a fine stagione, i suoi primi novanta giorni di Roma. Marco Borriello, esattamente tre mesi fa,sbarcava nella capitale per la prima volta da giocatore giallorosso, sciarpa al collo, conferenza su toni trionfalistici e primi palleggi davanti a un pubblico impazzito per l'ultimo grande colpo di Rosella Sensi (e Unicredit)
arrivato sul gong del mercato estivo. Il 19 settembre il primo gol da romanista, sotto la Sud come tutti quelli successivi (tranne uno realizzato a Brescia). In tutto, nove reti in 18 partite. Ma anche un rapporto non sempre idilliaco con il resto della squadra.

SCONTRO - Alla Roma esiste una regola non scritta, ma che basta avvicinarsi al gruppo per imparare a conoscere: nessuno deve criticare un compagno, in campo e fuori. Per questo, riprendere in modo veemente Totti o Menez per un servizio in verticale troppo lungo o per un assist mai arrivato, alla Roma non è accettato da un gruppo unito da anni. Tra i meno disposti a trascurare la situazione, Daniele De Rossi: il centrocampista, che dello spogliatoio della Roma rappresenta il fulcro almeno quanto Totti, durante la riunione faccia a faccia di tecnico e squadra di ieri non ha mancato di far presente a Borriello come certe cose, alla Roma non siano ammesse, soprattutto da chi è arrivato per ultimo. Cavalcando la tensione per la "reprimenda" del tecnico ai giocatori, la discussione ha inevitabilmente assunto toni accesi, con l'attaccante che si è giustificato energicamente sostenendo di essersi comportato così anche con i campioni del Milan, senza mai ricevere per questo critiche. Prima che la situazione degenerasse, l'intervento dei compagni ha ristabilito la tranquillità, poi De Rossi ha lasciato nervosamente Trigoria ufficialmente per assolvere a una visita di controllo dell'assicurazione, a seguito del'infortunio in nazionale.
DAGLI SMS A PALERMO - La presa di posizione di De Rossi, rispecchia un malessere condiviso da tempo da tutta la squadra: proprio il centrocampista aveva accolto Borriello con quel "andiamo a vince" inviato via sms nel giorno del suo acquisto dal Milan. Allo stesso modo, da leader, ha voluto chiarire per primo una situazione mal digerita da tutti. Perché le scenate sistematiche in campo del numero ventidue rischiano di restituire all'esterno un'immagine distorta dell'armonia dello spogliatoio e di innervosire la squadra in momenti delicati della partita. Ancora meno, poi, sono state gradite le immagini catturate da Sky che riprendevano l'attaccante con le mani sugli occhi o a disegnare un gesto da "tanto ormai..." dopo il secondo e terzo gol del Palermo. Non è una novità che i rapporti tra Borriello e l'ambiente romanista non siano esattamente idilliaci: a Napoli Ranieri aveva preso malissimo il suo sfogo dopo la sostituzione ("Non sono stanco, sentivo che potevo segnare da un momento all'altro", disse) e il suo malumore per l'esclusione dalla gara di Torino con la Juve. Anche per questo, proprio in quelle ore, era tornata a circolare l'indiscrezione che voleva possibile un suo ritorno a Milano già a gennaio, eventualità esclusa poi seccamente dai dirigenti giallorossi. A Palermo l'ultimo atto: la discussione con Totti e Riise per tirare una punizione dal limite, calciata poi malamente dal centravanti. Decisivo in campo, ma non amatissimo nel segreto dello spogliatoio: due facce di un volto che, come i gol, avvicina Borriello a Batistuta. In attesa di sapere se, in vista di un nuovo ballottaggio a tre con Totti e Vucinic (da oggi a disposizione) per le due maglie dell'attacco, l'episodio di Trigoria peserà sull'urna di Ranieri.

Faccia a faccia tra Ranieri e la squadra

ROMA, 1 dicembre - Il chiarimento c’è stato. E Claudio Ranieri non è stato tenero. Prima dell’allenamento il tecnico ha riunito la squadra per quasi venti minuti nella sala riunioni, con il vi­deo acceso, con le immagini della partita di Palermo. Domenica la Ro­ma ha incassato tre gol, tutti nati da errori individuali dei giocatori gial­lorossi. Il primo di Pizarro, il secon­do di Menez, il terzo di Simplicio. Il tecnico ha fatto rivedere le immagi­ni salienti nei minimi particolari e ha alzato il tono delle voce per stigma­tizzare gli errori commessi. « Non siamo stati una squa­dra, ognuno giocava per sè », il senso del discorso dell’allena­tore. Che poi ha mes­so l’accento sui movi­menti difensivi sba­gliati: « Abbiamo pre­so il primo gol con sette uomini a difen­dere contro tre avver­sari, è inammissibile ». Il tecnico ha anche messo in rilievo i mo­vimenti sbagliati di alcuni giocatori, in particolare gli attac­canti. « Non abbiamo giocato da squadra, tutti hanno com­messo errori, nessuno escluso ». A Menez è stato fatto notare che è sta­to troppo individualista. Da parte della squadra non ci sono state repli­che di fronte alla requisitoria di Ra­nieri, ma c’è stato un confronto an­che tra i giocatori, dopo i momenti di tensione che si sono vissuti domeni­ca sera a Palermo tra qualche com­pagno.

IL PRESIDENTE - Insomma, una matti­nata abbastanza movimentata, pro­prio quando Rosella Sensi era a Tri­goria. Il presidente ha messo mano ad alcune pratiche amministrative con la Mazzoleni, poi ha parlato con Montali e Pradè. Non ha incrociato Ranieri né i giocatori. Il disappunto per la sconfitta di Palermo è stato quasi messo da parte. Non è stato trattato l’argomento contratti. A par­te quelli dei giocatori e di Ranieri ci sono anche quelli di Montali e Tem­pestilli, che sono in scadenza. Se non è stato regolarizzato l’ex team mana­ger, che è un uomo di fiducia della famiglia Sensi, evidentemente siamo veramente agli atti finali di questa società. E’ impressione diffusa a Tri­goria che il passaggio di proprietà sia imminente e questo crea un cli­ma di incertezza all’interno dello spogliatoio.