Definire pessimo questo inizio di campionato sarebbe un eufemismo. Qual è l’Insinna-pensiero riguardo a quest’avvio con il freno a mano tirato?
Cosa vuole che le dica; ho 45 anni e da 40 ho l’abbonamento, ormai ho capito che la sofferenza è un elemento fondamentale dell’essere tifoso della Roma. A noi delle vittorie interessa quasi relativamente, perché il nostro destino è amare un’idea, una maglia e un pensiero. Se uno non vuole patire, deve scegliersi un’altra squadra tipo: Milan o Inter. A noi basta veramente poco per essere in paradiso; un derby vinto, una partita eroica pareggiata in nove contro undici ad esempio. Ancora non mi sono ripreso da Roma-Sampdoria dello scorso campionato – alla fine del quale mi ero ripromesso di non fare l’abbonamento – eppure eccomi qua sul mio bel posticino in Distinti Sud. Non mi stupisce, quindi, questa partenza falsa, anche se ovviamente mi aspettavo un qualcosa di più vista la rosa che abbiamo. La cosa che non so spiegarmi sono questi improvvisi cali nel secondo tempo; anche contro il Bologna, infatti, hanno smesso di giocare al 60’. Questa, forse, è la cosa che mi preoccupa di più.
Come se ne esce?
Guardi, Proietti mi ha insegnato che alla base dei successi di un attore ci sono le tre F: “Fatica, Fatica. Fatica”. Credo che nel calcio sia la stessa cosa; quindi serve impegno, abnegazione e tanto lavoro, anche e soprattutto per uscire dalle situazioni critiche. Speriamo, comunque, di riprenderci al più presto.
Parliamo dei suoi prossimi impegni professionali. Cosa bolle in pentola?
In questo momento sta andando in onda (Raiuno, ndr) la sitcom “Ho sposato uno sbirro 2”, e a breve dovrebbe andare in porto il progetto “La Corrida”, cosa che allo stesso tempo mi inorgoglisce e mi mette ansia. Perché prendere il testimone da gente del calibro di Corrado e Gerry Scotti, è un compito tanto arduo quanto quello che spetterà – speriamo il più tardi possibile – a chi erediterà la maglia numero 10 del Capitano.
A proposito del nostro Capitano; Cosa pensa Flavio Insinna del Totti attore?
E’ fantastico perché ha una dote, che attori pur bravi non hanno: la naturalezza. La sua spontaneità nel fare magie sul terreno di gioco, è la stessa che ha quando si trova a recitare. Badi bene questo è un giudizio da “esperto” e non da Tifoso della “Magica”.
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