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giovedì 7 ottobre 2010
FOTO POLVERINI CHE INBOCCA BOSSI: VERGOGNA, AVETE OFFESO L'IMMAGINE DELLA CITTà DI ROMA
Bossi: governo tecnico è un azzardo
mercoledì 6 ottobre 2010
BOSSI-ALEMANNO PRANZO. SPQR, coda e polenta per il pranzo della pace Alemanno pronto a rinunciare alla Formula Uno
SPQR, coda e polenta per il pranzo della pace
Alemanno pronto a rinunciare alla Formula Uno
TRATTO DA LA "REPUBBLICA".
Appuntamento in un ristorante del centro. Piatti milanesi e della tradizione romanesca, per la riappacificazione dopo l'uscita del Senatur "sono porci questi romani". E per ribadire che non c'è guerra tra la capitale e il Nord, arriva la dichiarazione del sindaco: "Se crea problemi a Monza rinuncio al Gp"
La scelta di organizzare il convivio nel centro di Roma è motivata dalla volontà di far vivere i suoni e i movimenti della vita quotidiana della città a chi, in fondo, l'ha spesso criticata. Tutto sarà fatto insieme: piatti milanesi a fianco di quelli romaneschi e persino le spese verranno divise ("alla romana"). Non è previsto che ci sia alcun momento di confronto tra il primo cittadino e Bossi, ma solo un pranzo di tutto relax. E per ribadire che non c'è guerra tra la capitale e il Nord, arriva anche la precisazione del sindaco di Roma sul Gran Premio di Monza, l'oggetto del desiderio che ha provocato lo scontro rientrato con le scuse del Senatur minacciato dalla sfiducia, poi ritirata. "Se crea problemi a Monza - ha dichiarato Alemanno - rinuncio al Gp".
"Se qualcuno mi dimostrasse non a chiacchiere - ha spiegato alla platea della Festa della Libertà in corso al Castello Sforzesco a Milano - che il Gran Premio a Roma può creare problemi a Monza sono pronto a rinunciare perché non voglio fare a meno del Gran Premio di Monza. Il Gran Premio d'Italia - ha sottolineato - rimane a Monza, nessuno lo ha messo in discussione. C'è un contratto firmato per cinque anni e noi stiamo lavorando ad un'altra ipotesi. Un Gran Premio a Roma sarà spettacolare ma non sarà il Gran Premio d'Italia. Anche in altri paesi ci sono due Gran Premi, non si capisce perché in Italia non possano coesistere due Gran Premi. Potremmo fare una promozione comune e crescere insieme". Da segnalare, anche il desiderio della Polverini di essere "almeno per un giorno il presidente della Regione Lombardia e non avere debiti". "Non dico per molto tempo, mi basterebbe un giorno", ha detto sorridendo alla platea del Pdl.
Resta confermato, sull'altro fronte, l'appuntamento con l'orgoglio romano e la serenata a Bossi, l'evento della Uil che porta la tradizione romana in piazza per rispondere alle affermazioni del leader della Lega cui parteciperà anche Francesco Totti. Lunedì alle 20 in Piazza Pasquino, ha ricordato il segretario della Uil di Roma e del Lazio, Luigi Scardaone, ci saranno cantanti tipici della tradizione romanesca, stornelli e poesie. Hanno garantito la loro presenza il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, Alemanno e Polverini. Ci sarà il capitano della Roma e per par condicio è stato invitato anche quello della Lazio, Tommaso Rocchi. La Serenata per Roma, ha fatto sapere ancora Scardaone, sarà aperta dalla canzone "Te c'hanno mai mannato a quer paese", di cui è celebre l'interpretazione di Alberto Sordi, e si concluderà con "La società dei magnaccioni". Mercoledì, tutti a pranzo.
A qualcuno però ancora non va giù. "Gli insulti di Bossi alla Capitale sono cose serie e non possono finire a tarallucci e vino con un pranzo ridicolo a base di polenta e coda alla vaccinara", ha tuonato il coordinatore del Pd Roma, Marco Miccoli. "Il sindaco sappia che oggi in più di 50 banchetti del Pd sono state raccolte quasi 10mila firme per la querela presentata dal Partito democratico nei confronti del leader della Lega. I romani non vogliono Bossi e non dimenticano che da quasi 15 anni insulta i cittadini della capitale".
mercoledì 29 settembre 2010
Il Partito Democratico denuncia Bossi per le parole contro i romani Verrà presentata alla stampa giovedì 30 settembre, nella sede del Pd a Roma, la denuncia nei confronti di Bossi sottoscritta dai dirigenti del Partito democratico. «Le ultime dichiarazioni di Bossi fanno capire chiaramente che le ingiurie ai romani
Il Partito Democratico denuncia Bossi per le parole contro i romani
lunedì 27 settembre 2010
Foschi (PD): "Berlusconi 'dimetta' Bossi. Sono allibito da ciò che dice Alemanno"
Foschi (PD): "Berlusconi 'dimetta' Bossi. Sono allibito da ciò che dice Alemanno"
| Lunedì 27 Settembre 2010 17:47 | |
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venerdì 24 settembre 2010
NOEMI LETIZIA RIFATTA: LE FOTO, MEGLIO PRIMA O DOPO?
È lei o non è lei? Certo che è lei. Noemi Letizia, colei che chiama il premier Silvio Berlusconi con il nomignolo affettuoso “papi”, non si è certo fatta scappare l’occasione di venire a Milano durante la fashion week.
La settimana della moda milanese è certamente un’ottima vetrina per aspiranti veline, meteorine, starlette e imprenditrici tuttofare dalle idee un po’ confuse, proprio come le sue. Noemi ha colto l’opportunità al balzo per mettere in mostra la sua “bella faccia”, è proprio il caso di dirlo, con innaturale disinvoltura.
Priva di qualsiasi espressione, un po’ come nel film La Maschera di Cera, la ragazza napoletana passa una serata mondana stappando bottiglie di spumante a più non posso in compagnia di alcune artefatte amiche.
Cara Noemi, il trucco, o meglio il tocco del chirurgo plastico, c’è e si vede!
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LE FOTO: La donna che "osò" sfidare Veltroni
La donna che "osò" sfidare Veltroni
Il documento dell'ex segretario Pd non ottiene l'effetto sperato e la consigliere Cirinnà lo accusa punto per punto in una lettera aperta
Qual è l'errore principale di Veltroni? Di' la tua
Tanto tuonò che...non piovve. Il "documento dei 75" promosso da Veltroni non ottiene l'effetto previsto e alla fine il Pd approva la relazione di Pigi Bersani. Con degli astenuti, sì, ma in numero molto minore. Va tutto bene, madama la marchesa? Certo che no, anche se Bersani si toglie la soddisfazione di dire che "la bussola c'è".
Veltroni però ha poco da sorridere. Monica Cirinnà, consigliere Pd a Roma, gli scrive una lettera aperta rimproverandogli punto per punto i suoi errori. Ecco qui.
Punto 1: la "società civile" tanto cara a Waterloo.
"Sono stanca di sentir parlare di società civile. Ci sono centinaia di giovani e bravi amministratori locali che non riescono a crescere né nel partito, né nelle istituzioni. Questo accade per due ragioni: la prima è perché tutti i dirigenti, te compreso, sono inamovibili ; la seconda perché c'è sempre qualcuno della 'società civile' che scegliete e piazzate, per poi ricavarne un nulla di fatto come ad esempio Massimo Calearo". A Roma, città della Cirinnà, le si direbbe: "Daje torto".
Punto 2: il "suicidio" politico a Roma.
"Dopo sette anni da sindaco, hai lasciato Roma e i romani alla destra, nel ridicolo tentativo di riconsegnarla a Rutelli, candidatura sbagliata, frutto della solita logica dei ben noti veti incrociati (tu non volevi Zingaretti e l'area Margherita non voleva Gasbarra), volti ad ostacolare ogni possibile rinnovamento". Alemanno ancora ringrazia.
Punto 3: la critica del "ma anche" veltroniano.
"Dopo aver perso le elezioni politiche sei rimasto saldamente al tuo posto, pur avendo detto che avresti chiuso con la politica per dedicarti alla scrittura e all'Africa. E poi, di fronte alla durezza delle grandi responsabilità politiche, ancora una volta hai deciso di sbattere la porta e andartene".
Punto 4: il "buonismo", questo sconosciuto.
"Proprio tu padre del "buonismo" in politica non hai affatto porto l'altra guancia ma hai preso Bersani a calci negli stinchi. Invochi il modello più discussione più unità: peccato che predichi bene e razzoli male perché non sei stato né dialogante né unitario da sindaco e tantomeno da segretario. Rifletti su questo per una volta senza superiorità e tatticismi. Perché la pazienza è finita!".
Qual è l'errore principale di Veltroni? Di' la tua
Veltroni però ha poco da sorridere. Monica Cirinnà, consigliere Pd a Roma, gli scrive una lettera aperta rimproverandogli punto per punto i suoi errori. Ecco qui.
Punto 1: la "società civile" tanto cara a Waterloo.
"Sono stanca di sentir parlare di società civile. Ci sono centinaia di giovani e bravi amministratori locali che non riescono a crescere né nel partito, né nelle istituzioni. Questo accade per due ragioni: la prima è perché tutti i dirigenti, te compreso, sono inamovibili ; la seconda perché c'è sempre qualcuno della 'società civile' che scegliete e piazzate, per poi ricavarne un nulla di fatto come ad esempio Massimo Calearo". A Roma, città della Cirinnà, le si direbbe: "Daje torto".
Punto 2: il "suicidio" politico a Roma.
"Dopo sette anni da sindaco, hai lasciato Roma e i romani alla destra, nel ridicolo tentativo di riconsegnarla a Rutelli, candidatura sbagliata, frutto della solita logica dei ben noti veti incrociati (tu non volevi Zingaretti e l'area Margherita non voleva Gasbarra), volti ad ostacolare ogni possibile rinnovamento". Alemanno ancora ringrazia.
Punto 3: la critica del "ma anche" veltroniano.
"Dopo aver perso le elezioni politiche sei rimasto saldamente al tuo posto, pur avendo detto che avresti chiuso con la politica per dedicarti alla scrittura e all'Africa. E poi, di fronte alla durezza delle grandi responsabilità politiche, ancora una volta hai deciso di sbattere la porta e andartene".
Punto 4: il "buonismo", questo sconosciuto.
"Proprio tu padre del "buonismo" in politica non hai affatto porto l'altra guancia ma hai preso Bersani a calci negli stinchi. Invochi il modello più discussione più unità: peccato che predichi bene e razzoli male perché non sei stato né dialogante né unitario da sindaco e tantomeno da segretario. Rifletti su questo per una volta senza superiorità e tatticismi. Perché la pazienza è finita!".
sabato 18 settembre 2010
ROMA CAPITALE: PD, A NORD? BOSSI PUO' SCEGLIERE ROMA BALDUINA
''Bossi vuole la Capitale al Nord? Non ha che l'imbarazzo della scelta: Roma Balduina, Roma Aurelio, Roma Montemario, Roma Cassia''. Lo afferma il senatore del pd Roberto Di Giovan Paolo, segretario della Commissione Affari Europei e dirigente del partito nella Capitale. ''L'inventiva di Bossi non conosce limiti - continua Di Giovan Paolo - E allora, come vede, il Senatur ha un'ampia scelta''.

