Il Messaggero - La crisi c´è, e si sa da un pezzo, la Roma no. E peggiora di partita in partita. Il momento è angosciante, perché non si capisce come e dove Ranieri possa intervenire. Perché il pari con il Bologna, capace di rimontare due gol, non evidenzia solo il crollo psicofisico del gruppo, con la lingua di fuori dopo mezz´ora e disorientato in assoluto, ma anche la confusione che regna nello spogliatoio. Nessuno pensa a liti e gelosie che, tra l´altro, a volte fanno più punti di tanti e inutili abbracci e baci. Ma lì dentro, dove tutti remano nella stessa direzione, regna l´improvvisazione. Manca un copione tattico, l´allenatore si affida più alle idee dei senatori che alle proprie, non convincono le scelte prima e durante ogni gara. Insomma, si sopravvive alla giornata. La Roma, brutta e impaurita, sparisce dal campo e dalla stagione alla quinta partita. Solo due pareggi e quindi due punti in campionato. Una miseria per un organico che, pur ridotto per alcune assenze, resta di primo piano. Già dodici reti subite, coppe comprese, e solo quattro segnate (due, in omaggio: autogol di Cagliari e di ieri).
E tante chance lasciate agli avversari, in un crescendo da brividi: è andato più volte al tiro il Bologna di Malesani che il Bayern Monaco di Van Gaal. Alibi non ce ne sono. L´allenatore non incide più come un anno fa, gli interpreti sono terrorizzati dalla piega che sta prendendo l´annata e i dirigenti preoccupatissimi. Finita in Banca durante l´estate, per sintetizzare la soluzione trovata per tenere in vita la società, la Roma avrebbe dovuto vivere mesi di tranquillità. Invece è quart´ultima in classifica, con un punto in meno, dopo tre partite, rispetto al torneo scorso. Il sogno di lottare per lo scudetto sembra svanito: prima a parole, ascoltando il parere di Ranieri, e adesso nei fatti, mancando ancora il primo successo stagionale. Per riprendersi, l´allenatore aspetta di recuperare alcuni titolari infortunati. Per riproporre la vecchia Roma. Ma l´intenzione vive su una grande contraddizione: la bocciatura del mercato, con due rinforzi solo last minute (il tecnico li avrebbe voluti prima). E la voglia di tornare al 4-2-3-1 di Spalletti contrasta con le sette punte in rosa: ne giocherebbero al massimo due. Borriello segna subito al Bologna, primo attaccante a far centro in gare ufficiali: su lancio di Mexes e in fuorigioco di rientro, timbra all´ottavo di sinistro. Totti, un minuto dopo e da fuori, centra la traversa. I due saranno i più bravi. Il centravanti è il migliore: sta bene (grazie Allegri), fa salire la squadra, tira e combatte. Il capitano gioca un bel primo tempo: efficacia e qualità. Dietro, nel 4-3-1-2, Menez fa cilecca.
Ranieri usa De Rossi come terzo stopper e allarga Pizarro. La Roma ha mezz´ora di fiato: Di Vaio conclude alto, l´arbitro Peruzzo, errori e orrori in serie, toglie un gol buono a Juan, non è in fuorigioco, al trentunesimo. Cassetti chiede il cambio: ecco Burdisso junior, centrale destro che va a fare il terzino sinistro. La sostituzione non convince: per quel ruolo, meglio Cicinho. Su quel lato ha giocato e bene in passato. Il Bologna vede la Roma sulle gambe e inizia a spingere con il suo onesto 4-3-3: cross di Rubin, Mexes sfiora con la mano (possibile rigore) prima delle due conclusioni di Paponi, una che colpisce in pieno Julio Sergio e la successiva che si stampa sul palo. L´attaccante si infortuna, entra Gimenez che a destra manderà in crisi Burdissino. E´ la fine del primo tempo, ma è anche la storia del secondo. Il gruppo di Malesani concluderà dieci volte, sei con Di Vaio che, dopo gli sprechi, piazza l´uno-due della rimonta. In precedenza la resa di De Rossi, botta alla coscia, dentro Brighi e Pizarro di nuovo centrale, il rigore negato a Siligardi per uno sgambetto del cileno, il raddoppio giallorosso, testa di Burdisso junior deviata maldestramente da Rubin, osannato dal pubblico dell´Olimpico quasi vuoto (meno di 30.000 spettatori), palo di Burdissino e ancora di testa. Dietro l´argentino non funziona. E nemmeno Juan. Dopo due parate di Julio Sergio su Di Vaio che a seguire si pappa una rete sparando in curva, Rosi si fa aggirare dall´ex laziale che incrocia di sinistro al trentaduesimo. Da metà tempo c´è Simplicio per Menez dietro le due punte: il debutto del brasiliano non convince, anche perchè i compagni ormai sbandano. Meglio i cambi di Malesani: prima Casarini per Radovanovic e, sempre sul 2 a 0, Meggiorini per Siligardi. In due tempi Julio Sergio chiude Gimenez liberato da un regalo di Mexes che poi respinge su Meggiorini, bravo a buttarsi a destra per il cross, con Juan in ritardo, del pari di Di Vaio prima del recupero e dei fischi dell´Olimpico.
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lunedì 20 settembre 2010
IL PAGELLONE DI FRANCI. 8 a BORRIELLO, 7 a TOTTI maglietta bagnata e 7 a RUBIN Hood
IL PAGELLONE DI FRANCI. 8 a BORRIELLO, 7 a TOTTI maglietta bagnata e 7 a RUBIN Hood
9 a MARCO DI VAIO
E´ corso a casa trafelatissimo, dopo la partita, dribblando cronisti e tifosi, con la faccia di uno che gli scappa e ha trovato il bagno chiuso a chiave. I minuti passano e la tensione aumenta: ´Dove è scappato Marco?´, ´Che è successo a Marco?´, ´Chi ha incastrato Roger Rabbit´? No scusate questa è un´altra storia. Dicevamo? Ah sì Di Vaio. A un certo punto usignol bolognese ci riferisce la spiegazione di tanta furia: doveva andare a casa a cambiare la squadra avversaria della sua Playstation?. Ci ha messo la Roma? Si, ma con undici Rosi in campo.
8 a MARCO BORRIELLO
I sospiri di passione delle ragazzotte in giallorosso si colgono sin dalla tribuna stampa. E così un dolce coro polmonare accompagna ogni derapata di questo ragazzone che sembra uscito da un romanzone di cappa e spada. Il frusciar del mantello accarezza l´affondo con cui doma quel pallone lungo di Phil Mexes: guarda in faccia il gendarmone bolognese colpendolo con un preciso colpo d´alabarda. Corre sotto la curva, gioisce, si gira e con orrore s´accorge che i compagni tardano ad arrivare per l´abbraccio. Erano già stanchi al settimo minuto.
7 a FRANCESCO TOTTI
Quando c´è da randellarlo sapete bene che da queste parti non ci risparmiamo, ben sapendo di incorrere nell´ira delle tante comari tottiane. Stavolta però il voto è per l´impegno, al punto che alla fine della partita vince il premio ´maglietta bagnata´, che di solito è roba riservata a tettute ragazzone nelle feste di Palm Beach. Il siluro con cui scuote la traversa da quaranta metri è lesto e bello come una Lamborghini. Sembra il preludio alla cavalcata delle valchirie e invece è la strisciata dei lumaconi, che di lì a poco la faranno da protagonisti. Lui però, ci ha messo l´anima e questo merita rispetto.
7 a RUBIN Hood
Occupiamoci ora di Rubin Hood, eroe invocato dalla Sud subito dopo aver scoccato il gol che, ingenui, pensavamo fosse della sicurezza. Allorquando s´avventa sul pallone spizzato da Anastasio Burdisso (il sorellastro di Burdisso senior, che poi è Genoveffo, lo sapete), l´eroe di Sherwood non ha di che tentennare, perché nella sua mente corrono le malefatte di Anastasio a Cagliari: ´Se non lo aiuto io questo e quando la fa una cosa giusta?´, pensa. E via con la freccia che si pianta sulle terga di Viviano. Non corre e non esulta, Rubin Hood, lo fanno gli altri, i poveri plebei in giallorosso, convinti di aver agguantato la pagnotta. Poi Rubin si gira e la vede: è Lady Marian? No è Malesani, che con quelle basette a coda di marmotta ti inganna sempre?
4 a PHIL MEXES
Gli vogliamo bene e cerchiamo di trattarlo con i guanti bianchi. Quelli della scientifica però. Sì perché qui si sta compiendo il delitto perfetto: non azzecca mai la posizione, i tempi di gioco e di giocata. E´ talmente fuori posto che a un certo punto pare il ragazzotto con occhiali, brufoli e fisico da lanciatore di cotton fioc alla festa della squadra di football. Azzecca il lancio per Borriello, ma quella è una succosa albicocca sull´albero degli orrori.
3 al povero ALEANDRO ROSI
Non vogliamo infierire oltre quello che gli ha combinato quel fetente di Di Vaio. Quindi ci chiudiamo in un doloroso, rispettoso silenzio.
2 a CLAUDIO RANIERI
Trasformista. Sabato si atteggia a Mourinho - al sapore di amatriciana, broccoli e pajata però ?dando vita a un furioso monologo che è una sapiente miscela fra Mastro Titta - il boia di Rugantino - e la famiglia Cesaroni. Dopo aver fatto il Carletto Mazzone a Monaco, ha singulti zemaniani quando si ripresenta con un tridentino mica male contro il Bologna. Di nuovo, torna in sala stampa nel dopopartita e stavolta siamo a metà strada tra Christian De Sica e Cristiano Malgioglio quando approccia ripetutamente a un radioamatore (nel senso che ama la radio) con un fastidioso ´amore mio´. Quando s´introduce il discorso del ritiro anticipato, risponde lesto ´E´ ?na stronzata totale!´ e qui siamo a Carlo Verdone quando urla ´Nonnaaaa!!!´ o ha il dubbio se quella cosa che galleggia nel tevere ´So du´ cervi..´.
9 a MARCO DI VAIO
E´ corso a casa trafelatissimo, dopo la partita, dribblando cronisti e tifosi, con la faccia di uno che gli scappa e ha trovato il bagno chiuso a chiave. I minuti passano e la tensione aumenta: ´Dove è scappato Marco?´, ´Che è successo a Marco?´, ´Chi ha incastrato Roger Rabbit´? No scusate questa è un´altra storia. Dicevamo? Ah sì Di Vaio. A un certo punto usignol bolognese ci riferisce la spiegazione di tanta furia: doveva andare a casa a cambiare la squadra avversaria della sua Playstation?. Ci ha messo la Roma? Si, ma con undici Rosi in campo.
8 a MARCO BORRIELLO
I sospiri di passione delle ragazzotte in giallorosso si colgono sin dalla tribuna stampa. E così un dolce coro polmonare accompagna ogni derapata di questo ragazzone che sembra uscito da un romanzone di cappa e spada. Il frusciar del mantello accarezza l´affondo con cui doma quel pallone lungo di Phil Mexes: guarda in faccia il gendarmone bolognese colpendolo con un preciso colpo d´alabarda. Corre sotto la curva, gioisce, si gira e con orrore s´accorge che i compagni tardano ad arrivare per l´abbraccio. Erano già stanchi al settimo minuto.
7 a FRANCESCO TOTTI
Quando c´è da randellarlo sapete bene che da queste parti non ci risparmiamo, ben sapendo di incorrere nell´ira delle tante comari tottiane. Stavolta però il voto è per l´impegno, al punto che alla fine della partita vince il premio ´maglietta bagnata´, che di solito è roba riservata a tettute ragazzone nelle feste di Palm Beach. Il siluro con cui scuote la traversa da quaranta metri è lesto e bello come una Lamborghini. Sembra il preludio alla cavalcata delle valchirie e invece è la strisciata dei lumaconi, che di lì a poco la faranno da protagonisti. Lui però, ci ha messo l´anima e questo merita rispetto.
7 a RUBIN Hood
Occupiamoci ora di Rubin Hood, eroe invocato dalla Sud subito dopo aver scoccato il gol che, ingenui, pensavamo fosse della sicurezza. Allorquando s´avventa sul pallone spizzato da Anastasio Burdisso (il sorellastro di Burdisso senior, che poi è Genoveffo, lo sapete), l´eroe di Sherwood non ha di che tentennare, perché nella sua mente corrono le malefatte di Anastasio a Cagliari: ´Se non lo aiuto io questo e quando la fa una cosa giusta?´, pensa. E via con la freccia che si pianta sulle terga di Viviano. Non corre e non esulta, Rubin Hood, lo fanno gli altri, i poveri plebei in giallorosso, convinti di aver agguantato la pagnotta. Poi Rubin si gira e la vede: è Lady Marian? No è Malesani, che con quelle basette a coda di marmotta ti inganna sempre?
4 a PHIL MEXES
Gli vogliamo bene e cerchiamo di trattarlo con i guanti bianchi. Quelli della scientifica però. Sì perché qui si sta compiendo il delitto perfetto: non azzecca mai la posizione, i tempi di gioco e di giocata. E´ talmente fuori posto che a un certo punto pare il ragazzotto con occhiali, brufoli e fisico da lanciatore di cotton fioc alla festa della squadra di football. Azzecca il lancio per Borriello, ma quella è una succosa albicocca sull´albero degli orrori.
3 al povero ALEANDRO ROSI
Non vogliamo infierire oltre quello che gli ha combinato quel fetente di Di Vaio. Quindi ci chiudiamo in un doloroso, rispettoso silenzio.
2 a CLAUDIO RANIERI
Trasformista. Sabato si atteggia a Mourinho - al sapore di amatriciana, broccoli e pajata però ?dando vita a un furioso monologo che è una sapiente miscela fra Mastro Titta - il boia di Rugantino - e la famiglia Cesaroni. Dopo aver fatto il Carletto Mazzone a Monaco, ha singulti zemaniani quando si ripresenta con un tridentino mica male contro il Bologna. Di nuovo, torna in sala stampa nel dopopartita e stavolta siamo a metà strada tra Christian De Sica e Cristiano Malgioglio quando approccia ripetutamente a un radioamatore (nel senso che ama la radio) con un fastidioso ´amore mio´. Quando s´introduce il discorso del ritiro anticipato, risponde lesto ´E´ ?na stronzata totale!´ e qui siamo a Carlo Verdone quando urla ´Nonnaaaa!!!´ o ha il dubbio se quella cosa che galleggia nel tevere ´So du´ cervi..´.
venerdì 17 settembre 2010
DI VAIO: "TOTTI PIù GRANDE CALCIATORE ITALIANO DI TUTTI I TEMPI"
Marco Di Vaio (34), capitano del Bologna reduce dalla sconfitta di domenica contro la Lazio, parla della prossima partita di campionato contro la Roma:Dopo l’ottima prova contro l’Inter, con la Lazio avete fatto un piccolo passo indietro. In una partita in cui avete concesso poco - pur incassando tre reti - ma creato ancor meno. Ora la sfida con la Roma, come state preparando questo match e che partita sarà?
Contro la Roma sarà una partita ancora più difficile. Avremo di fronte una squadra arrabbiata, dati gli ultimi risultati in campionato e coppa. Sicuramente entrambe cercheremo di fare una grande partita per portare a casa punti importanti. Questa settimana ci stiamo preparando con attenzione e correggendo gli errori. Mister Malesani ha molte idee nuove e noi ci stiamo adattando alle sue direttive.
Nella passata stagione la Roma, allora relegata nei bassi fondi della classifica, iniziò proprio contro di voi quella fantastica cavalcata di 24 risultati utili consecutivi, che la portò a sfiorare lo scudetto. I giallorossi sono in una crisi molto simile a quella di un anno fa’; Crede che vi ritroverete davanti una Roma arrabbiata o impaurita?
Sarà una Roma arrabbiata, come dicevo prima, i giallorossi arrivano da una pesante sconfitta in casa del Cagliari e in Champions con il Bayern. Domenica, quindi, avranno voglia di dimostrare quanto valgono. Sarà una bella sfida.
Lei ha già segnato alla Roma sia con la maglia del Parma che con quella della Juve. La sente ancora come un derby questa partita, visto il suo passato biancoceleste?
No, come un derby no, ma è sempre una partita difficile. La Roma è una grandissima squadra ed è una sfida che sento molto perchè giocare allo stadio “Olimpico” è sempre emozionante.
Domenica si troverà di fronte Francesco Totti, tra l'altro suo caro amico. Questo quanto pensa Di Vaio, riguardo al capitano della Roma.
Totti è forse il più grande calciatore italiano degli ultimi tempi. E’ un ragazzo che fa della semplicità la sua più grande virtù, onesto e molto simpatico. Una persona davvero speciale.
