ROMA, 21 settembre - «L'emergenza c'è da diverso tempo. Sappiamo che a Brescia ci sarà da lottare e da soffrire. Ci aspettiamo una gara difficile ma siamo preparati ad affrontarla». In un momento particolarmente delicato e difficile, Claudio Ranieri cerca di caricare la Roma alla vigilia della trasferta di
Brescia. «Stiamo provando ad uscire da una situazione che non ci piace - ha spiegato il tecnico in conferenza stampa - Volevamo far bene fin dall'inizio ma non ci stiamo riuscendo. La Roma c'è, è compatta e sta lavorando per venirne fuori. Il vero romanista lo ha capito, per questo ci hanno applaudito all'Olimpico. Il pareggio con il Bologna ci brucia terribilmente, ma vogliamo rialzarci. Serenità, determinazione e attenzione. Così ce la faremo».
L'ANALISI - Ranieri cerca di spiegare i motivi della crisi giallorossa. «Non c'è stanchezza fisica. Così come l'anno scorso, Spalletti l'aveva allenata bene. Gioca un punto fondamentale l'aspetto motivazionale. È la testa che non va, i ragazzi sono preoccupati e questo ci crea problemi. Abbiamo fatto sette mesi grandiosi, poi ci sono stati Mondiali e vacanze. La squadra si riprenderà. Io ho deciso di restare a Roma, anche sapendo che sarebbe stato difficile. Più le cose sono difficili, più ci metto cuore e passione. I nomi dei miei sostituti? È normale, fa parte del gioco. Non mi disturbano queste cose». Ultima battuta sulla formazione. «Menez è un giocatore importante ma deve essere più pratico e determinato. Sono sicuro che il ragazzo ce la farà. Aspetto di vedere le condizioni di Cassetti, poi deciderò chi mettere a sinistra. Vucinic o Adriano? Stanno tutti e due sullo stesso piano».
L'ANALISI - Ranieri cerca di spiegare i motivi della crisi giallorossa. «Non c'è stanchezza fisica. Così come l'anno scorso, Spalletti l'aveva allenata bene. Gioca un punto fondamentale l'aspetto motivazionale. È la testa che non va, i ragazzi sono preoccupati e questo ci crea problemi. Abbiamo fatto sette mesi grandiosi, poi ci sono stati Mondiali e vacanze. La squadra si riprenderà. Io ho deciso di restare a Roma, anche sapendo che sarebbe stato difficile. Più le cose sono difficili, più ci metto cuore e passione. I nomi dei miei sostituti? È normale, fa parte del gioco. Non mi disturbano queste cose». Ultima battuta sulla formazione. «Menez è un giocatore importante ma deve essere più pratico e determinato. Sono sicuro che il ragazzo ce la farà. Aspetto di vedere le condizioni di Cassetti, poi deciderò chi mettere a sinistra. Vucinic o Adriano? Stanno tutti e due sullo stesso piano».

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